Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

lunedì 15 giugno 2015

Nocino e Vino nocino per San Giovanni 24 giugno



nocino-ingrediente perduto

La tradizione vuole che per San Giovanni  (24 giugno) e precisamente tra la notte del 23 e 24, solstizio d'estate, si raccolgano le noci, ancora acerbe e lattiginose, a piedi nudi, usando un bastone di legno per scuotere i rami dell'albero, tutto questo per fare un liquore, considerato da sempre un ottimo rimedio per ogni malanno " nocino".
Io sinceramente non ho seguito questa procedura, anzi ho raccolto le noci in anticipo perchè la loro maturazione è già iniziata....ma spetta a voi scegliere!!! 

La noce è il frutto di un albero che proviene dalle regioni dell'Asia Occidentale il cui nome scientifico è Juglans regia. Un albero che ha sempre suscitato curiosità per le storie di streghe e diavoli alle quali viene associato.
Riporto alcune notizie trovate sul Web che mi hanno incuriosito dal sito "Simbolismi"
Nella celebrazione dei Misteri Dionisiaci, ad esempio, le Menadi, ossia le sacerdotesse del dio, chiamate anche Baccanti, danzavano sfrenate attorno ad un albero di noce, sacro al dio, in preda ad esaltazione sempre più profonda. Agli osservatori Cristiani, propugnatori di una nuova religione che aveva sempre visto nella donna il simbolo del male e del peccato, questi rituali sembrarono osceni e malefici, e da qui nacque la leggenda delle streghe e delle loro riunioni notturne (sabba) sotto un noce, nella notte di san Giovanni.
 La leggenda ebbe probabilmente origine presso Benevento, sede del "noce stregato" più famoso del mondo. Fu qui che il vescovo Barbato, probabilmente proprio dopo essersi imbattuto in una di queste celebrazioni pagane, fece sradicare l’albero per impedire ulteriori incontri. L’albero però ricrebbe e le riunioni continuarono ancora a lungo, anche dopo il 1600, quando il noce originario morì. Ma quello di Benevento non è un caso unico nella storia del folklore italiano: anche a Roma, ad esempio, si tramanda che la chiesa di Santa Maria del Popolo venne fatta edificare dal papa Pasquale II sul luogo ove precedentemente cresceva un noce, sotto il quale migliaia di diavoli amavano riunirsi e danzare durante la notte.
 Ancora oggi la superstizione popolare sconsiglia vivamente chiunque di riposare o, peggio, addormentarsi sotto un albero di noce, se non ci si vuole risvegliare con un forte mal di testa o, peggio, con la febbre alta. Inoltre, si evitava di piantare questi albero troppo vicini ai ricoveri per il bestiame perché se le radici fossero penetrate al di sotto gli animali avrebbero cominciato a deperire. È un dato di fatto che nelle vicinanze degli alberi di noce non crescono altre piante: questa caratteristica, che anticamente è stata associata alle attività stregonesche che vi si svolgevano sotto, ha una spiegazione logica nel fatto che le radici di questa pianta, come anche le sue foglie, contengono una sostanza tossica, la juglandina, capace di far morire le altre piante.



Occorrente:
un barattolo bello grande con chiusura ermetica


Ingredienti:
  • 15 noci acerbe
  • 1/2 litro di alcool a 90°
  • 250 g di zucchero semolato
  • 100 ml acqua
  • mezzo limone bio
  • 1/2 stecca di cannella
  • 6 chiodi di garofano
 Mettete un paio di guanti e tagliate le noci in quattro parti,










Ponetele nel vaso e copritele con l'alcool.


Affettate il limone e mettete anch'esso nel vaso con i chiodi di garofano, la cannella, l'acqua e lo zucchero.











Chiudete il vaso e lasciate macerare il tutto al sole per 40 giorni, almeno una volta al giorno scuotere il barattolo.


Quindi poi filtrate attraverso un colino a maglie strette o meglio ancora con i filtri in carta appositi.

Travasate in una bottiglia, possibilmente di vetro scuro, e lasciate "maturare" per almeno 2 mesi in un ambiente buio e fresco.



A questo punto, se volete, invece di buttare i malli e le spezie, potete  fare il 

Vino nocino.

Ingredienti:
  • malli  e spezie rimaste dopo il filtraggio
  • 1/2 litro di vino bianco secco
  •  200 g di alcool a 90°
  • 200 g di zucchero
Aggiungiamo ai malli il vino bianco secco, l' alcool a 90° e lo zucchero.
Mettete tutto in un vaso di vetro lasciate macerare per 15 giorni filtrate e imbottigliate.

2 commenti:

  1. Ciao Donatella, anch'io ho fatto rifatto il nocino con una ricetta simile alla tua. E un liquore molto profumato specialmente se si lascia invecchiare.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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