Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.
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sabato 1 luglio 2023

I come iperico per il ratafià di Iperico

Fermo restando che sull'uso delle erbe è fondamentale richiedere il parere di un professionista sia per il riconoscimento e la  raccolta, sia soprattutto per il suo utilizzo a scopo curativo e alimentare.



L'iperico (hypericum perforatum) o meglio conosciuto  come erba di san Giovanni, verso la fine di giugno è il protagonista di una discreta quantità di "ricette", ingrediente principale dell' acqua di san Giovanni , fondamentale per  l 'oleolito dove potete trovare la ricetta in un vecchio post fatto qui sul blog.

Essendo conosciuto ed utilizzato  in  ogni parte del mondo ho fatto una piccola ricerca per vedere se, oltre al suo utilizzo per preparare oleoliti, unguenti, fosse presente una storia sul suo impiego in cucina o nella liquoristica.

Ed ho scoperto così che nei primi del 900 Fleury de la Roche consiglia il Ratafià di Iperico come aperitivo e digestivo.





Tratto da "Le Plantes bienfaisentes" ed. 1906

"lasciare in infusione , per due settimane, in una bottiglia ben chiusa, in due litri di acquavite, 30 grammi di fiori secchi di Iperico e due limoni a fette : quando la macerazione è completa , passate comprimendo, in un panno fine e metti il liquido filtrato in bottiglie, dopo aver aggiunto 150 grammi di zucchero"

Il colore rubino caratterizza questo liquore dal sentore piccante e deciso.

Ingredienti per 1 litro di ratafià

  • 1 litro di acquavite
  • 15 g di fiori secchi di Iperico
  • 1 limone non trattato
  • 75 g di zucchero
Procedimento

L'esecuzione è veramente semplice, c'è solo l'attesa.

Mettere in infusione i fiori secchi nell'acquavite e aggiungere il limone tagliato a fette, lasciare riposare per 15 giorni in un luogo buio. 

Già da subito vedrete il liquido colorarsi di rosso che con il tempo assumerà una bella sfumatura intensa.

Filtrare e aggiungere lo zucchero, mescolare sino al suo scioglimento e imbottigliare.

Per notizie e curiosità sull'iperico rimando al seguente sito. 

Attenzione: nell'alcool tutti i principi attivi sia liposolubili che idrosolubili della pianta vengono estratti, quindi attenzione nel consumo che deve essere misurato e non continuo, per non avere interferenze con eventuali cure farmaceutiche.

La misura in ogni situazione è la miglior abitudine da seguire.

Questa ricetta è per l'iniziativa  ABC un mondo di ingredienti è la volta della lettera I ed ho scelto la  l'Iperico

martedì 6 aprile 2021

La zuppa del birraio e il luppolo selvatico ricette con la birra

Il Luppolo è uno degli ingredienti principali nella realizzazione della birra.

Oltre a conferire il sapore amaro e caratterizzarne l'aroma, il luppolo è anche un ottimo  conservante grazie alle sue proprietà antibatteriche.

Nella produzione della birra si utilizzano i coni, ossia le infiorescenze femminili.

In questa ricetta invece si utilizzeranno i teneri germogli.


Zuppa del birraio


Luppolo

 (Humulus lupulus L. Fam. Cannabaceae)



  • detto anche "lupo dei salici" da Plinio che notò che i fusti di questa pianta avvolgevano e soffocavano le giovani piante di salice.
  • Nomi dialettali:bruscandoli, lupari, reverdixe...li troviamo in tutte le regioni d'Italia.
  • Periodo di raccolta da marzo ad aprile.
  • Uso in cucina:  si raccolgono i germogli  appena sbucano da terra, alti circa 10-20 cm, ottimi lessati, o cotti al vapore, nelle frittate, nel risotto, come ingredienti di un  ripieno della  pasta fresca e  per tutto quello che la fantasia suggerisce.
         Il loro gusto è molto delicato e leggermente resinoso.


Un po' di storia

Scrive  Pietro Andrea Mattioli, il botanico dell'Imperatore (1501-1578)
I medici impiegano molto frequentemente il luppolo e lo fanno entrare in un grandissimo numero di rimedi
   attribuivano ai fiori e alle radici virtù toniche, digestive, depurative, diuretiche, antibiotiche, sedative, antisettiche, contro le polluzioni notturne, le atonie dello stomaco e la debolezza degli organi delle vie digerenti.

Ed anche Costanzo Felici, medico marchigiano (1525-1585) ne scrive  in una lunga lettera” sull’insalata indirizzata ad Aldrovandi “Dell’insalata e piante in qualunque modo vengono per cibo del’homo” (1565) 

:” Il lupulo … è pianta che è in grandissimo uso per la medicina, per il magnare, e per il bevare del’homo, chè di esso, cioè del suo fiore, dove è mancamento di vino, ne’ paesi settentrionali, se ne fanno quelle lor cervisie o birre o cerbonee e bevande con orzo, grano o altra misticanza, che non è cattiva bevanda quando è ben fatta e che è fresca.” 

Questa ricetta ispirata alla zuppa di birra , biersuppe, in uso in Germania prevede oltre all'utilizzo della birra come ingrediente anche all'uso del germoglio di luppolo selvatico,  in una cucina caratterizzata dall'utilizzo delle erbe spontanee che ultimamente sta vivendo una nuova riscoperta.


Ingredienti per 4 persone

  • 500 ml di brodo vegetale
  • 250 ml di birra 
  • 300 g di patate
  • 200 g di sedano rapa (oppure in totale 500 g di patate)
  • 1 porro
  • 1 mazzetto di luppolo selvatico
  • 250 ml di panna fresca
  • 1 tuorlo d'uovo
  • burro qb
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe
  • Crostini di pane tostati
  • fiori eduli
  • parmigiano grattugiato



Preparazione
Prima di tutto preparare il brodo vegetale ( carota, cipolla, patata, zucchina ecc ecc).
In una pentola capiente far rosolare il porro tagliato sottilmente con  una noce di burro, unire poi le patate  e il sedano rapa tagliati a cubetti,  sfumare con un po' di birra, poi aggiungere il brodo e la restante birra.
Lasciar cuocere a fuoco basso per circa 30/40 minuti.
Nel frattempo sbollentare il luppolo : in una pentola portare a bollore dell'acqua con pizzico di sale,  immergere  la verdura e appena il bollore riprende scolare e raffreddare in acqua e ghiaccio, tirare su  il luppolo e tenere da parte.
Negli ultimi 5 minuti di cottura aggiungere il luppolo sbollentato e poi a fine cottura unire la panna, il tuorlo e aggiustare di sale .
Decorare con fiori eduli ( veronica, violetta, primula...) crostini di pane tostati , un filo di olio e a piacere parmigiano grattugiato e pepe macinato al momento.

Raccomandazioni : si consiglia la raccolta di erbe spontanee  con l'aiuto di persone esperte, lontano da ambienti contaminati

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