Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.
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martedì 2 febbraio 2021

3 febbraio, San Biagio protettore della gola e il "lattarolo"


3 febbraio, San Biagio protettore della gola.
Latte caldo  e miele sono i due ingredienti  da sempre considerati un balsamo per i malanni stagionali.
Latte e miele li ritroviamo nel Lattacciolu, lattarolo, lattaruolo....il  "budino" dimenticato della cucina  tradizionale di Marche e Romagna.

Budino antico-ingrediente perduto


Probabilmente deriva dalla ricetta medioevale della Diriola  preparata in occasione delle nozze; il maestro Martino, il Leonardo da Vinci della cucina, scrive
Diriola
"conciarai la pasta in forma d' un pastello et impiela ben di farina che stia dritta cocendola in la padella tanto che sia un poco secca....et prendirai alcuni rosci d'ova, de lo lacte, de lo zuccaro,et de la cannella.
Questa compositione la mettirai in dicta pasta facendola cuocere al modo de una torta....."
In effetti si trattava di una grande torta, costituita da un guscio che racchiudeva il composto di uova, latte, zucchero e cannella.



Un dolce a base di latte, preparato in varie occasioni:
  • Nel Maceratese, nell'antica abbazia di Pioraco per San Biagio il lattarolo veniva offerto ai pellegrini;
  • In occasione di alcune  festività religiose:  l'Ascensione, la Pentecoste o il Corpus Domini che si svolgono durante il il mese di maggio, quando le pecore lasciavano le stalle e tornavano a pascolare nei campi ricchi di nuovi germogli ed erbette fresche,  il latte era al top, il momento ideale per fare il formaggio;

  • Per festeggiare un matrimonio, scrive Oreste Marcoaldi illustre personaggio fabrianese
"Lattaruolo. E' un piatto dolce che si dona al padrone dai propri contadini in occasione di loro matrimonio, anzi dopo 8 giorni dalle nozze"
La ricetta originale prevede la realizzazione di un guscio di pasta matta nel quale viene versato il composto di uova miele e aromi e poi cotto.

Io in questo caso ho scelto la versione senza guscio di pasta , realizzando delle monoporzioni.

Ricetta tratta da "Antologia della cucina popolare"

Ingredienti per 6 "budini":
  • 1 litro di latte intero fresco
  • 150 miele millefiori
  • 2 uova intere
  • 4 tuorli
  • 1 bacca di vaniglia
  • 1 stecca di cannella
  • scorza di limone bio
Preparazione:
mettiamo il latte con la stecca di cannella in una pentola e lo facciamo bollire  a fuoco basso, si deve ridurre di circa la metà, ci vorrà  un'ora.
Poco prima di toglierlo dal fuoco uniamo il 100 g di miele, la vaniglia e la buccia di limone, mescoliamo bene e lasciamo freddare.



In una ciotola montare le uova, 2 intere e 4 tuorli con i restanti 50 g di miele, aggiungere poi il latte ormai freddo e filtrato.
A questo punto possiamo scegliere se fare un caramello e rivestire con questo gli stampi da budino oppure, come la ricetta originale vuole, rivestire una teglia con della pasta matta  e cuocerla in bianco ricoperta da fagioli, sale...in modo che in cottura non si gonfi.

Salsa caramello :
100g di zucchero , 50 g di acqua.
in un pentolino dal fondo spesso mettere lo zucchero ben distribuito, fate cuocere sino a che non diventi di un bel colore ambrato tendente al marroncino, mi raccomando resistete dal mescolare con un cucchiaio, il caramello non va toccato altrimenti vi si formeranno dei grumi che non si scioglieranno più, quando è bello marroncino, facendo attenzione aggiungete l'acqua bollente fuori dal fuoco e mescolate.




Nel caso vogliate usare il caramello ne versate un po' negli stampini da budino e poi riempite con il composto.


cuocere a bagno-maria: in una teglia da forno con i bordi alti mettete alcuni fogli di carta assorbente da cucina poi posizionate gli stampi e versate nella teglia tanta acqua sino ad arrivare a metà altezza degli stampini.



Cuocere a 100° per circa 3 ore, per verificare la cottura si fa la prova dello stecchino che una volta infilzato nel budino deve uscire pulito.

Se volete fare la ricetta originale, dovete preparare la pasta matta:

Pasta matta: 250 g d farina , 15 cl di acqua,1 cucchiaio di olio d'oliva, pizzico di sale: mescolare tutti gli ingredienti e lavorare finché il composto non risulti. omogeneo ; coprire con un panno umido e lasciar riposare al fresco per 1 ora circa.

Rivestite una teglia dai bordi alti con carta forno o ungetela con il burro, posizionate uno strato sottile di pasta matta, bucherellate il fondo con una forchetta, riempitela con dei legumi secchi a circa 190° sino a cottura.( Metodo detto "cottura in bianco" cioè del guscio senza ripieno).
Versatevi poi il composto e cuocere in forno preriscaldato a circa 200°-225° per circa 1 ora, ma fate sempre la prova "stecchino".

Il budino va mangiato freddo, nel caso di quello con il caramello lo stampo va rovesciato, nel caso della versione con la pasta va tagliato e servito a fette.

Fonti
"Antologia della cucina popolare" Fabriano 1993 P.Angelini, Aurelio C., Balilla Beltrame, Nora Lipparoni,Graziella Picchi, Antonio Trecciola, Corrado Barberis.
"La credenza delle pastine" Tommaso Lucchetti
"Le feste dello spirito" Tommaso Lucchetti
"A tavola nel Medioevo" O.Redon, F. Sabban, S. Serventi

Questa ricetta è proprio destinata a far parte del mese dedicato ai Latticini della



venerdì 9 ottobre 2015

Calcioni, caciuni, cacioni dolci marchigiani con un ripieno di pecorino e zucchero che vi stupirà


E se vi dicessi pecorino e zucchero voi cosa mi rispondereste?

Veramente è proprio il caso di dire "Mai dire mai".

Infatti i calcioni, caciuni, cacioni, piconi... sono dei dolcetti tipici delle Marche del periodo pasquale, prendono il loro nome probabilmente da cacium  (cacio, formaggio) che è l'ingrediente  cardine; hanno quel sapore rinascimentale , caratterizzato da quell'equilibrio dei contrasti.
E qui il contrasto è veramente deciso.
Da quando ho saputo l'ingrediente che mi era toccato in sorte in abbinamento con il pecorino toscano dop  , non ho fatto altro che pensare a quei dolcetti che mia nonna faceva quando ero ancora una bimbetta, mi ricordavo il sapore, quel bizzarro accostamento tra il sapido del pecorino con il dolce dello zucchero e l' agrumato sentore di  scorza di limone. 
E' sorprende vedere quante ricette ruotano attorno ad un prodotto come il pecorino, un ingrediente che muta e si evolve con il passar del tempo, che da delicato e burroso si trasforma in pungente saporito e piccante, solo la maestria, la necessità di sfruttare al massimo un prodotto, tipico delle nostre nonne  maghe dell'arrangiarsi, poteva portare a questo risultato.
Entrambi  i miei nonni erano pastori, e di pecorino ne ho veramente visto tanto durante la mia prima infanzia e tanti sono i modi in cui li ho mangiato.
Di questi dolcetti però nessuna traccia  in nessun ricettario o foglietto volante, ma li ricordo bene.
E' incredibile quello che puo' ricordare il palato, anche a distanza di anni, ci sono sapori, profumi che non si dimenticano facilmente, che fanno parte di te.

Quindi mi sono decisa ed ho iniziato a fare delle ricerche e prove su prove; una volta era la sfoglia che non mi convinceva e poi il ripieno troppo "limonoso", poco zucchero... in effetti mi ci è voluto un po' ma  finalmente li ho ritrovati.






Dosi per circa 40 cacioni


Per la sfoglia
  • 250 g farina
  • 2 uova intere
  • 50 g zucchero
Per il ripieno


Preparazione
Iniziamo con il preparare il ripieno, in una ciotola capiente mescoliamo i due formaggi grattugiati, aggiungere lo zucchero il succo e la scorza di limonee le due uova leggermente sbattute.
Mescolare bene e lasciamo "maturare" il ripieno riponendolo in frigo.

Per la sfoglia
Semplicemente mescoliamo la farina con le uova sbattute e lo zucchero, formiamo un panetto copriamo con la pellicola e lasciamo riposare in frigo per almeno 30 minuti.
Ora stendiamo la sfoglia, non è facilissimo stenderla , se avete una sfogliatrice, detta anche nonna Papera, tutto sarà più semplice, cerchiamo di ottenere una sfoglia il più sottile possibile.
Con l'aiuto di un coppa pasta o meglio ancora con il meraviglioso taglia biscotti delle nonne, il semplice ed efficace bicchiere, ritagliamo dei cerchi del diametro di circa 8 cm.



Disponiamo su ogni disco di pasta un bel cucchiaino di ripieno, deve essere bello "ciccioso", chiudiamo a mezzaluna ripiegando la pasta e sigilliamo i bordi con i rebbi di una forchetta.



Posizioniamo su di una  teglia con carta forno, pennelliamo la superficie con un composto di tuorlo e panna, con una forbice pratichiamo 2 tagli creando un'apertura a croce, tipica di questo dolce.



Cottura
forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti,  si devono dorare in superficie ed il ripieno deve venir fuori effetto "vulcano".



Con questa ricetta partecipo al Challenge “Mai Dire Mai” ideato dall’Aifb e dal  Consorzio del Pecorino Toscano Dop12  erano gli ingredienti da abbinare al pecorino,  la sorte ha scelto per me e Coralba  del blog Due cuori e una lasagna  lo zucchero.
Io e Coralba ci siamo sentite spesso, le "sfide" servono anche a questo, a conoscere persone con i tuoi stessi interessi, scambiarsi opinioni, pareri e soprattutto a superare le ansie; come dice quel detto.."mal comune mezzo gaudio".
E' stato un piacere  conoscerti Coralba.

giovedì 6 febbraio 2014

Per quanti modi di fare e rifare "Tucèn ed fa' sol e ov " a modo mio.







Ed ecco di nuovo l'iniziativa Quanti modi di fare e rifare , questo mese siamo ospiti di "La stufa economica" con la splendida ricetta "Tucèn ed fa' sol e ov" Sughetto di fagioli e uova.

Allora, a casa mia in genere si fa una cosa simile, solo che al posto dei fagioli usiamo i piselli, il pomodoro a volte c'è e a volte non c'è, e l'uovo viene rotto direttamente nel sughetto dei piselli.

Uova e piselli stanno benissimo insieme e se li servite direttamente nella cocotte farete un figurone!

Ingredienti per 4 persone:
Materiale occorrente 4 cocottine che possano andare in forno
  • 4 uova intere
  • 500 g di piselli freschi o surgelati
  • burro
  • sale e pepe
  •  cipolla carota….
  • brodo vegetale o acqua o salsa di pomodoro
Procedimento:
In una padella lasciate fondere un pò di burro con le verdure tagliate a tocchetti, unite i piselli e un po' d'acqua, oppure della passata di pomodoro,sale e pepe; non terminate la cottura ma lasciateli leggermente croccanti.
Quando i piselli sono pronti li dividiamo nelle 4 cocotte poi con un cucchiaio creiamo una piccola fossetta al centro e delicatamente facciamoci scivolare l’uovo, aggiustare di sale e pepe.
Trasferiamo in forno caldo a 200° per circa 25 min. comunque controllate la cottura perchè dovrete decidere se volete un albume rappreso e il tuorlo morbido oppure più cotto.
Un secondo piatto nutriente e gustoso, ingredienti semplici tipici di una cucina povera ma buona.

E l'appuntamento per la prossima ricetta con Quanti modi di fare e rifare è....





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