Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

venerdì 18 gennaio 2013

Vellutata di cicerchia....un sapore antico



Ecco di nuovo un ingrediente perduto...la Cicerchia...un nome che a molti non dirà nulla...si tratta di un legume ben conosciuto dalle famiglie contadine di Marche e Abruzzo, ha sfamato la povera gente nell'immediato dopo guerra; veniva coltivata in terreni poveri e siccitosi ed era la protagonista assieme a ceci ,fagioli e roveja di calde e fumanti zuppe che riscaldavano i gelidi inverni....



Alcune notizie......







Il Lathyrus sativus , è un legume, conosciuto come  cicerchia, coltivato per il consumo umano in Asia, Africa e limitatamente anche in Europa ed in altre zone.
Si tratta di una  cultura di assicurazione poiché fornisce un buon raccolto in terreni aridi e siccitosi.
 È anche nota con i nomi di pisello d'erba, veccia indiana, pisello indiano, veccia bianca....





Presidio slow food

Per fortuna ci sono persone che hanno deciso di investire tempo e denaro in questo prezioso legume, infatti ora è un presidio slow food e l'intenzione è quella di valorizzare il prodotto e di farlo conoscere soprattutto nelle Marche, dove un tempo veniva coltivato...., per non dimenticare le proprie origini , le proprie radici.




Festa della cicerchia

In un paesino poco lontano da me, Serra de' Conti, nel mese di novembre si svolge la Festa della cicerchia




In commercio la potete trovare intera,  in questo caso seguite scrupolosamente le istruzioni sulla confezione per l'ammollo e risciacquo, oppure, se siete fortunati come me e avete un'amica:  Francesca che la produce e la confeziona decorticata e spezzettata avrete in quattro e quattr'otto un'ottima vellutata calda e fumante accompagnata da crostini di pane ed una spolverata di formaggio....


  Vellutata di cicerchia



Ingredienti per 4 persone:

250 gr. di cicerchia decorticata e spezzettata
odori: carota ,cipolla, sedano....
100 gr. di panna
crostini di pane
parmigiano o pecorino....
sale e pepe q.b.














Procedimento:

Mettete in una pentola la cicerchia con gli odori e coprite con acqua...lasciate sobbollire per circa 2 ore e comunque dipende da che tipo di cicerchia utilizzerete.
Una volta cotta ne prelevate un mestolo e il resto lo frullate, ad esempio con un frullatore ad immersione, aggiungete il mestolo di cicerchia intera e  la panna, lasciate riprendere il bollore.









Servite in cocottine spolverate con pepe e formaggio, un filo d'olio e accompagnate con dei crostini di pane tostati.

Ecco fatto....un ingrediente semplice per una ricetta semplice....ma vi assicuro dal gusto unico...
.............................il sapore???
Non sa di ceci e neanche di fave.....sa di cicerchia!!!!
Se vi capiterà di trovarla vi consiglio di provarla...soprattutto per il suo gusto e per dare valore al lavoro che alcuni produttori stanno facendo riportandola sulle nostre tavole!!




E per finire


ode alla cicerchia

In principio c'era mia nonna.
A primavera seminava i fagioli, ceci, cicerchia,
generalmente tra il granoturco, per sfruttare i
piccoli spazi esistenti tra un solco e l'altro.
In agosto, raccolte le cime del granoturco per
l'alimentazione bovina, le pannocchie maturavano al sole estivo e i legumi sottostanti
venivano accuratamente raccolti.
Andavo con lei, strappavo dal suolo gli arbusti
interi carichi di baccelli ormai maturi, si facevano dei fasci, si caricavano sulle spalle e si portavano nell'aia. Raccolti in piccoli mannelli, venivano appesi su una parete assolata fino a che, da lì a qualche giorno, fossero pronti per la battitura.
Avere fagioli, ceci e cicerchia era gia una garanzia per l'inverno che
presto sarebbe arrivato e ogni donna sapeva governare con misura le
risorse della casa.
Dopo la battitura con ampio crivello, la cicerchia veniva ripulita e le
ultime pule del baccello spezzato se ne andavano al soffio della brezza pomeridiana, quando la cicerchia veniva ventilata a mano,
all'ombra di un grande olmo.
Allorchè mia nonna ci lasciò, negli anni Sessanta, anche la cicerchia uscì dalla nostra vita. Era un legume povero, la buccia era troppo dura, il sapore meno delicato dei ceci, l'uso meno versatile rispetto
ai fagioli. Trent'anni dopo sono venuto a sapere che in un angolo delle
nostre colline, a Serra de' Conti, qualcuno coltivava ancora la cicerchia, quella minuta e saporita che avevo conosciuto da bambino
e non quella grande insipida che le multinazionali fanno coltivare nel
Centro America, per lo più per l'alimentazione animale.
Mi sono lasciato prendere da un segreto entusiasmo; riscoprire la
cicerchia era come rinverdire una sana radice. "Non è giusto - mi son
detto - che i miei antenati abbiano assaporato per secoli il sapore
della cicerchia e proprio io interrompa questa catena".
Così abbiamo deciso di riprenderla con cura, l'abbiamo rivestita a festa, servendola fumante, d'inverno, dentro una calda pagnotta
con un filo d'olio extra vergine di oliva e i profumi dell'orto.
Sacro è il pane sulla tavola, fragranti sono gli aromi, dolce è la nostra
cicerchia della Marca di Ancona.

giovedì 17 gennaio 2013

Il circolo dei blogustai....ci sono anch'io.

Che dire, sono veramente onorata che il mio blog compaia in questo meraviglioso progetto dello chef Fabio Campoli .

Nasce il "Circolo dei Blogustai", un progetto innovativo che apre una finestra sui migliori piatti proposti da noi blogger, è stato presentato dallo chef nell'ambito della manifestazione Arti e Mestieri Expo svoltasi a Roma nel dicembre scorso.

Con mia grande gioia le mie Pincinelle sono state incluse nel menù delle Feste.

Ma non è finita qui.....il lavoro di Fabio continua ....

Il Circolo dei BloGustai, nato da un’idea dello chef Fabio Campoli è una blog-guida che vuole proporre, on line un vero e proprio menù costruito dalla selezione personale delle migliori ricette che si trovano sui blog degli appassionati di cucina. Un menu stagionale alla carta costruito dall'antipasto al dolce con le ricette realizzate dai food blogger. L’idea è quella di creare sul web un grande meta-blog, un punto di incontro tra i food blogger che popolano la rete con le loro proposte gastronomiche. Un modo per condividere in un unico contenitore alcune fra le migliori proposte culinarie, che saranno selezionate con dei criteri di qualità, fattibilità e buongusto pubblicate sul Circolo dei BloGustai con i commenti dello chef per e dare visibilità a tutti i veri sperimentatori in rete che lanciano ogni giorno sul web informazioni e ricette.
E nel menu stagionale alla voce L'incantesimo del lievito eccomi di nuovo con il pane armeno.


Sono veramente felice per questo traguardo, mi piace quello che sto facendo e spero che questo momento magico.......

venerdì 11 gennaio 2013

La crescia coi grasselli....a lievitazione naturale.






Diciamo che negli ultimi giorni non abbiamo di certo osservato una dieta ferrea..., ma questa ricetta la crescia coi grasselli fa parte della tradizione marchigiana e proprio in questo periodo è usanza riproporla, soprattutto per coloro che ancora fanno la lavorazione del maiale, ovvero.....


 la "pista de lu porcu":

a casa mia questo avvenimento è stato sempre un periodo di frenetiche preparazioni....soprattutto quando ero piccina ...la pista del maiale era una festa,scattava la solidarietà dei vicini e tutti davano una mano.... poi se considerate che il mio nonno paterno era norcino..... era continuamente richiesto.

Tutto iniziava la mattina presto....un particolare non lo dimenticherò mai...mia nonna che con il secchio pieno di pastone cercava di far uscire dal porcile la povera Gigia di turno, la quale stava a digiuno dal giorno prima e che affamata la seguiva come fosse un cagnolino....e  inconsapevole andava incontro al suo destino.....
Probabilmente molti di voi non gradiranno questo breve racconto ...ma fa parte della nostra storia, del nostro essere, almeno per me...e l'uccisione del maiale un tempo rappresentava un momento in cui tutti gli sforzi fatti durante l'anno davano i loro frutti......"preparare il pastone; andare a raccogliere le ghiande, portandosi dietro lo scaldino perché faceva un freddo tremendo;  pulire il porcile; fare il bagno al maiale...mi ricordo mia nonna fare un impasto con zolfo e strutto che poi lo passava sulla cute del suino per alleviare un rossore o un prurito fastidioso," ....insomma lo curava come se facesse parte della famiglia ed effettivamente da quell'animale dipendeva la famiglia, perché se ben lavorata e conservata, la carne di maiale permetteva a molti di sfamarsi per un lungo periodo.
Le feste coincidono con  il periodo della macellazione del suino....con il freddo la carne si stabilizza ed è il momento migliore per preparare  insaccati e preparazioni varie...
perchè del maiale non si butta nulla.
Ma veramente non si buttava nulla....persino il sangue , ingrediente fondamentale che ritroviamo in numerose preparazioni della tradizione come :sangue in padella, il migliaccio, il sanguinaccio,...io ho assaggiato tutto..naturalmente un pò di tempo fa ..ma il ricordo è ancora ben chiaro.

Ma su queste preparazioni ritorneremo in un secondo momento....andiamo alla

Crescia coi grasselli

L' ingrediente perduto protagonista di questo post è il grassello o cicciolo o cicoli.......
ma cosa sono i grasselli:
 praticamente ciò che resta quando facciamo lo strutto: si fanno sciogliere in un caldaio  le parti adipose del maiale , poi si filtra il tutto e lo strutto caldo  si mette nei barattoli e ciò che resta sono i ciccioli che  si lasciano asciugare e si salano; qui potete vedere il procedimento casalingo.


Ingredienti:
 per una teglia 30cm. x 40cm. oppure potete anche dividere l'impasto in due se preferite una focaccia più sottile e croccante.
  • 700 gr. di farina per pane ( o una farina con almeno 11% di proteine)
  • 450 gr. di acqua
  • 210 gr. di lievito madre (rinfrescato la sera prima) in alternativa 15 gr. di lievito di birra
  • malto un cucchiaino scarso
  • 12 gr. di sale
  • 40 gr. di olio extravergine d'oliva
  • 30 gr. di strutto
  • 180 gr. di grasselli, ciccioli.....

Procedimento:

Mettere in planetaria l'acqua con il malto e il lievito madre a pezzettini e avviate la foglia, poi aggiungete la farina a cucchiaiate e prima di finire tutta la farina mettete il sale.
Il sale non va messo a contatto con il lievito; va introdotto prima che l'impasto si sia asciugato del tutto  perché  necessita di liquidi per sciogliersi e ben distribuirsi.


Quando l'impasto inizia a prendere corpo, cambiamo la foglia e mettiamo il gancio....ad impasto ben amalgamato aggiungiamo a filo l'olio e quando questo è stato assorbito mettiamo lo strutto un po'per volta...alla fine mettiamo i ciccioli e mandiamo la macchina il tempo necessario perchè questi si distribuiscano uniformemente nel'impasto.
Lasciamo riposare l'impasto nella ciotola della planetaria coperto da pellicola per 15 min.
Trascorso il tempo di riposo , spolveriamo leggermente la tavola e allarghiamo delicatamente l'impasto a formare un rettangolo...facciamo 2 pieghe a tre, vi rimando a questo link per le pieghe,  avvolgiamo a palla e lasciamo riposare in una ciotola unta e coperta con pellicola per circa 1ora e 30 min.

Passato il tempo previsto ungiamo una teglia con olio o strutto e stendiamo la massa delicatamente, mettiamo a lievitare nel forno con la lucina accesa sino al raddoppio.

Il tempo di lievitazione varia e dipende da diversi fattori:
temperatura, la forza del vostro lievito.....
Questo è un impasto molto ricco di ingrdienti grassi quindi impiegherà maggior tempo.....


Cottura :

preriscaldate il forno in modalità statico al massimo della temperatura , infornate la focaccia avendo l'accortezza di coprirla con una teglia...lasciatela coperta per i primi 10 min. di cottura, poi togliete la teglia e proseguite la cottura per altri 10 min.
Questa tecnica l'ho letta nel blog di Salvatore Kosta , in questo modo la focaccia cresce maggiormente in cottura perchè "protetta" ed ha la possibilità di aumentare notevolmente il suo volume...

Se preferite una focaccia più bassa e più croccante dividete l'impasto in due e cuocete su due teglie....e questo è il risultato...



Se invece preferite una focaccia alta e morbida cuocete tutto l'impasto in una teglia e questo è quello che otterrete....


Con questa ricetta partecipo al contest "Tutti unti con il cibo da strada"



sabato 5 gennaio 2013

I Fagottini di Franca Falcone...una pasta friabile e leggera che nasconde un tesoro ricco e profumato!





Ormai chi di voi non è caduto tra le maglie della rete di fb ? ....quante persone "incontri" in questo mondo virtuale...qualche volta ci scappa la brutta sorpresa ma fortunatamente la maggior parte di loro  diventano  grandi amiche ...ed una di queste è Franca Falcone.
Qualcuno di voi magari già la conosce o forse  l'avrà vista in tv ha partecipato sia alla   trasmissione "Attenti al cuoco" condotta  da G. Trombetti sia a  "Casa Alice" con Franca Rizzi e D. Persegani sempre su Sky canale Alice tv... è una donna "fortissima", di una simpatia disarmante e non immaginate quante ce ne diciamo attraverso la tastiera....così un giorno pubblica questi fagottini e naturalmente tutti a chiedere:.... ma che c'è dentro ?...come sono fatti?......gira e rigira..non ha resistito ed ha vuotato il sacco...perché il bello è proprio questo: ti ritrovi a parlare del tuo lievito madre...di quel pane che dopo tanti tentativi sei riuscita a fare...e chiacchieri come se ti conoscessi da sempre...e se ti emozioni davanti ad un dolce nessuno ti giudica, anzi, ti capisce e ti appoggia in pieno senza darti della pazza..... diventi così solidale.... che  anche la ricetta di famiglia, magari custodita gelosamente, riesci a condividerla e lo fai con un immenso piacere, perché sai che sarà apprezzata e riprodotta e un po' di te "girerà" per l'Italia....una sensazione meravigliosa!!
 In questa "riproduzione" dei fagottini sono affiancata da un'altra amica conosciuta su fb l'Antonietta; inutile dirlo anche lei una persona speciale ed unica, sempre disponibile e soprattutto sincera e vera..."insieme", se non consideriamo quei "pochi"  chilometri che ci dividono,  abbiamo provato a riprodurre i Fagottini di Franca ed infatti li troverete anche sul suo blog Pane e panna


Ma veniamo alla ricetta si tratta di un dolce della tradizione calabrese, naturalmente rivisitato da Franca....all'inizio avevo qualche timore ..perché come tutte le ricette di famiglia non ci sono dosi.... un bicchiere di qua, un cucchiaio di là..... ma con il paziente aiuto di Franca e i  numerosi scambi di opinione  con Antonietta sono riuscita a sfornare anch'io i fagottini e  devo dire che il risultato mi ha proprio soddisfatto.
Anzi di più!

I Fagottini di Franca Falcone


Dosi per la preparazione di circa 24 fagottini.


 Il ripieno:

 vi consiglio di prepararlo il giorno prima, in questo modo i sapori si intensificheranno....

Ingredienti:
  • 50 g di mandorle non pelate
  • 50 g di nocciole tostate
  • 100 g di noci 
  • 30 g di uvetta 
  • 50 g miele millefiori
  • 50 g sapa o vino cotto
  • una spolveratina di cannella in polvere
Naturalmente potete usare la frutta secca che preferite....
Procedimento:

tritate grossolanamente la frutta secca, aggiungete l' uvetta, il miele e la sapa e mescolate bene....sentirete che profumiiiii!



Per la pasta dei fagottini

Ingredienti
  • 400 gr. di farina 00
  • 150 gr. di vino bianco
  • 150 gr. di olio di mais
  • un pizzico di sale 
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • una spolveratina di cannella

Procedimento:

mettete in pentola il vino con olio, sale e zucchero....a fuoco basso portateli a bollore...poi unite la farina e la cannella tutta in una volta... fuori dal fuoco, mescolate sino ad avere un impasto abbastanza sodo....

Ora lasciatelo riposare ...si deve raffreddare!!!




Dopo il riposo  stendete la pasta ad uno spessore di circa 3-4 mm e ritagliate dei dischetti del diametro di circa 9 cm, riempiteli con un cucchiaino di ripieno....











e richiudete a saccottino, legatelo
con un po' di spago da cucina,
non stringete molto serve solo a dargli la forma....



Accendete il forno in modalità statico ad una temperatura di 180° e quando è  pronto infornate per 30 min circa,come al solito i tempi di cottura dipendono molto dal vostro forno, comunque si devono colorire bene.
Lasciateli raffreddare.



Tagliate via lo spago e prepariamoli per il bagnetto nel miele.....riscaldate in un pentolino un pò di miele preferibilmente  amarognolo, tipo quello di castagno,(in realtà Franca usa il "miele" di fichi una sorta di sciroppo che si ottiene da una lunga cottura dei frutti) e tuffateci i fagottini uno alla volta in modo da coprirli ben bene metteteli poi in un piatto che utilizzerete per servire.
 "come il calzolaio ha sempre le scarpe rotte io apicoltrice ho finito il miele di castagno", quindi ho usato un millefiori.

Ed ecco il Fagottino di Franca, un dolcetto da leccarsi i baffi, un connubio perfetto dato dalla sfoglia friabile e leggerissima che nasconde un cuore ricco e profumato di frutta secca, miele, sapa e spezie!!!!


Grazie Franca per questa meravigliosa ricetta e per i tuoi consigli; e un grazie anche  ad Antonietta che come sempre  è stata disponibile e gentile.

Insomma.... un forte abbraccio a queste due meravigliose amiche e compagne di pasticci!!




martedì 1 gennaio 2013

Chi l'ha fatto??? Fiorfiore di pane!!


Questo post di inizio anno non contiene ricette....ma desideravo  ringraziare tutti coloro che hanno fatto questo centrotavola e  con orgoglio lo hanno esposto sulla loro tavola delle Feste!!!








 Sulla rete in quest'ultimo anno ho conosciuto tantissime persone che condividono la mia passione-malattia ed è stato bellissimo pensare che sulla tavola di molti c'era questo fiorfiore di pane....in un certo senso eravamo tutti insieme a festeggiare!


Auguro a tutti un Anno pieno di serenità!!!

 P.s.
Se qualcuno vuole rivedere la ricetta e il passo passo, qui trova tutto il necessario.

lunedì 17 dicembre 2012

Panforte di casa mia....ovvero Torta di miele e frutta secca






Questa ricetta appartiene alla mia famiglia da sempre....ero piccolina e la mia nonnina lo faceva proprio in occasione delle feste natalizie....poi per tanto tempo non lo abbiamo preparato più....
Lo scorso anno io e mia madre ci siamo messe alla ricerca di quel quadernetto tutto ingiallito e rotto che mia nonna utilizzava per trascrivere alcune ricette.....poche... perchè come tutte le nonne andava a memoria.
Speravamo di ritrovarlo e soprattutto speravo che lei avesse messo nero su bianco la ricetta di questo dolce....e per fortuna lo ha fatto.
....e dallo scorso anno è di nuovo ripresa la produzione....il panforte o meglio come la chiamava lei  torta di miele e frutta secca.




Durante la preparazione sarete inondati da un meraviglioso  bouquet di profumi e colori incredibili..

Si tratta di un dolce che migliora con il tempo,  quindi è bene aspettare qualche giorno prima di consumarlo...ne vale veramente la pena!!!


Torta di miele e frutta secca

 
Ingredienti:
con queste dosi otterrete 2 panforte del diametro di 20 cm.

  • Mandorle non pelate 125 gr.
  • noci già pulite 1 bicchiere (notate l'unità di misura) circa 100 gr.
  • canditi 100 gr. ( in genere uso arancio e cedro...ma mettete quelli che preferite)
  • miele millefiori 250 gr.
  • zucchero semolato 200 gr.( tenete da parte 2 cucchiai che polverizzerete per poi mettere sopra, oppure usate zucchero a velo)
  • la buccia ed il succo di 1 limone
  • liquore all'arancio 1 cucchiaio
  • chiodi di garofano 2, che vanno polverizzati
  • lievito chimico 1/2 bustina
  • farina 00  250 gr.
  • cannella 1 stecca che corrisponde a circa 1 cucchiaino raso di cannella macinata
Procedimento:

in una ciotola mettere la frutta secca , se volete potete anche tritarla grossolanamente, i canditi, lo zucchero, la buccia del limone con il suo succo,il liquore e le spezie macinate ( chiodi di garofano e cannella).


In un pentolino fate riscadare il  miele, appena arriva a bollore lo versate nella ciotola con gli altri ingredienti, mescolate bene...


 e poi unite la farina setacciata con il lievito.

Imburrate bene bene una teglia e mettete in forno preriscaldato a 170° per 20 min. circa.


Aspettate che si raffreddi prima di toglierlo dalla teglia.



Come vedete dalla  foto, deve assumere un bel colorito ....ora va spolverato abbondantemente di zucchero a velo....meglio bucaneve ..... è uno zucchero a velo trattato in un certo modo che lo rende impermeabile e quindi non viene assorbito dai dolci che restano così  belli e innevati a lungo

Se volete fare lo zucchero bucaneve qui  trovate la ricetta dettagliata.


martedì 11 dicembre 2012

Panino stella con semi di sesamo e papavero... portatovagliolo!!!!

Allora, le feste si avvicinano.....quante cose dobbiamo fare..il menù delle feste.... i dolci, i regalini....insomma ormai su internet è tutto un fervore...e anch'io vi propongo un'ideuzza per la tavola delle feste....dopo il centrotavola...non potevano mancare i panini portatovagliolo...







L'idea,  del panino stella portatovagliolo, l'ho vista  sul blog di Cècile , ma per chi ha il libro di R. Bertinet può trovare questi panini a pagina 106.


Per quanto riguarda l'impasto questa volta mi sono buttata sui semini, che adoro: semi di papavero, di sesamo ....secondo me sono deliziosi nel pane...

 Quindi per questo post gli ingredienti perduti sono i semi...

Semi di sesamo


 I semi di Sesamo sono una fonte primaria di fattori vitali per adulti ma sopratutto per i piccoli; essi contengono fattori di crescita, calcio, fosforo, disinfiammanti, tranquillanti, acido linoleico e linolenico, vitamine B, E, T e D, istamina; di fatto è una “pillola” vitaminica e minerale (come tanti altri semi) per la crescita ed il mantenimento della perfetta salute.
 Probabilmente il detto “Apriti Sesamo” si riferisce alle possibilità nutritive e vitali di questo frutto, che aprirebbe le porte della forza e della vitalità per ogni essere umano ed animale.




Semi di papavero


Esistono diverse varietà di papavero, da quello da oppio al papavero comune, detto rosolaccio.
I semi del papavero possono essere bianchi o neri e sono, come tutti i semi oleosi una ricca fonte di grassi e proteine.
Sono inoltre una preziosa riserva di manganese, calcio, acido linoleico (Omega 6) e vitamina E.



Panini stella con semi di papavero e sesamo

Ho leggermente modificato la ricetta  "pain aux trois graines" dal libro "L'atelier Pain" 
di Cècile.

Ingredienti:

  • 500 gr. di farina per pane (io ho usato una 0 bio con proteine 11%)
  • 310 ml. acqua
  • 150 gr di lievito madre (oppure 10 gr. di lievito birra)
  • 12 gr. sale
  • la punta di un cucchiaino di malto
  • 20 gr. di semi di sesamo
  • 20 gr. di semi di papavero
( se volete potete aggiungere anche 20 gr. di semi di lino)

Procedimento:

iniziamo con tostare leggermente in una padella antiaderente i semi...questo è un piccolo segreto per godere al massimo del sapore dei semini....perchè in questo modo esprimono tutto il loro aroma.
In una ciotola mescoliamo la farina con i semi e facciamo una fontana, al centro mettiamo l'acqua in cui avremo precedentemente sciolto il lievito e il malto,iniziamo ad impastare e prima che tutta l'acqua sia assorbita aggiungiamo il sale.
Impastiamo sino ad ottenere un impasto liscio e morbido.

Avvolgiamo a palla e lasciamo riposare coperto da una ciotola per circa 1 ora.....




dopo il riposo, dividiamo l'impasto in pezzi del peso di 105gr. circa e avvolgiamo l'impasto a formare delle palline...




che lasceremo riposare coperte da pellicola per 15 min.....



e adesso viene il bello...con il palmo della mano appiattiamo la pallina sino a formare un disco di circa 10 cm . diametro....lo spennelliamo con un pò di acqua e lo passiamo su un piattino in cui avremo messo un pò di semini.... solo su un lato...


ora con una spatolina, oppure con una carta di credito ben pulita fate, questi tagli in modo da creare 8 spicchi...attenzione non dovete tagliare sino ai bordi....



ora rovesciate , cioè spingete gli spicchi che sono all'interno verso l'esterno e otterrete una stella ad otto punte




Mettetele su una teglia con carta forno e lasciate lievitare sino al raddoppio....



Le potete fare solo con semi di papavero o sesamo o entrambe....date sfogo alla fantasia!!!!








Forno preriscaldato a 200° per circa 20min...dopo i primi 10 min.
 abbassate a 190° e portate a cottura.

Sfornate e lasciate raffreddare su una griglia.











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