Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

venerdì 7 settembre 2012

Cupra Espone 2 settembre..una finestra sui prodotti marchigiani.

Salve a tutti, in questo post non ci sarà una ricetta o un ingrediente particolare, ma vi farò partecipe di una esperienza che mi arricchito moltissimo...da qualche mese sto frequentando un corso per una figura professionale un pò nuova e particolare "Operatore turistico dei prodotti agroalimentari,consulente web marketing territoriale" organizzato dall'ente Enfap della regione Marche.
A parte la serie di lezioni relative al  marketing tenute da bravissimi docenti (Enrico Gismondi,Paolo Sciamanna,Mauro Guarnieri,Arteconi Giorgia, Franconi Riccardo, Gianna Prapotnich,Barbini Luca....), che mi hanno  piacevolmente sorpresa, prima di allora per me si trattava di un mondo misterioso e sconosciuto....una particolare attenzione la devo rivolgere alle lezioni di Riccardo Pellegrini, riguardanti la storia dei prodotti e dei piatti tipici delle Marche, il tutto "condito" dalla meravigliosa scienza dell'analisi sensoriale; e le allegre lezioni di Di Dio Luca a proposito delle tradizioni culturali e folkloristiche della mia amata regione...insomma un corso che mi ha messo dentro tanta voglia di fare e di promuovere le nostre radici , la nostra storia...attraverso i meravigliosi prodotti che questa terra ci offre, rendendo merito a coloro che producono tali meraviglie: i produttori!





La settimana scorsa insieme al gruppo "Le Marche dei Sensi" abbiamo fatto la nostra prima uscita ufficiale in questa bellissima cittadina: Cupramontana, partecipando all'evento Cupra Espone qui abbiamo illustrato, ad un caloroso pubblico alcuni prodoti del territorio:Miele, salumi,sapa, lonzino fichi.....poi con calma ve li illustrerò uno per uno perchè veramente meritano.









Vi lascio con questa foto....una cucina del '700, che si trova al museo Piersanti di Matelica (Mc) che abbiamo visitato durante il corso...non vi dico come mi sono sentita quano sono entrata in quella stanza....mi sentivo a casa, una sensazione meavigliosa...mi sembrava di vedere le donne che si affaccendavano per preparare la cena al loro signore...con le "comodità" del periodo...una cucina che ieri come ora rappresenta il cuore di una casa; questa faceva parte di un palazzo signorile.



La "batteria di pentole....






Il lavandino "ultra moderno"....

e che dire....piano cottura con tanto di" induzione"























Utensili vari......

                         




                            Il servizio "buono"


















                                                                       Acqua corrente...




Spero che questo mio piccolo post vi sia piaciuto......alla prossima!!!













mercoledì 29 agosto 2012

Pane senza impasto al profumo di kefir




Salve a tutti, finite le vacanze??? 
Ricominciamo..... per fortuna il caldo in questi giorni ci sta dando un pò di tregua...quindi a tutto forno!!! Devo confessarvi che per me è stata durissima non poter accendere il forno....ma non potevo rischiare il collasso ed un eventuale divorzio!!!!

 Comunque tornando a noi... l'ingrediente perduto di questo post è il kefir.
Questo prodotto meraviglioso e magico attualmente sta vivendo il suo momento di gloria....
Cos'è il kefir?
Il kefir è un latte fermentato che nell'aspetto ricorda molto lo yogurt. 
Ha delle origini antichissime ed è molto apprezzato in Russia e nel Caucaso : luogo della sua "nascita".
Viene considerato una delle bevande a base di latte più antiche al mondo e meraviglia delle meraviglie...non è un prodotto creato in laboratorio ,ma bensì nasce da una "amicizia" o meglio, una simbiosi naturale di fermenti.
E di qualità ne ha tante....infatti già l'etimologia del suo nome la dice lunga: kefir deriva dall'armeno keif che significa benessere.
Ma non contiene solo fermenti, praticamente è una miniera di preziose sostanze: minerali, aminoacidi essenziali biodisponibili, cioè prontamente utilizzabili dal nostro organismo , e ancora proteine, calcio, magnesio, vitamine...insomma un "contenitore di vita"!
Il kefir viene prodotto a  partire dal latte fresco grazie ad una cultura madre naturale costiituita da un insieme di microrganismi specifici.
Non mi dilungo oltre anche perchè andando su internet troverete un sacco di informazioni interessanti....anche qui.
Vi dirò di più, su fb si è creato da poco un gruppo:  Kefir Italia...andate a curiosare!!!!




Pane al profumo di kefir 
  Per questo ingrediente magico ho scelto un pane, naturalmente a lievitazione naturale; la prima volta l'ho visto qui nel blog del bravissimo Roberto Murgia, ho iniziato a pensare.... era il momento in cui sfornavo in continuazione il pane senza impasto che cuoce in pentola, ne sanno qualcosa le mie amiche /i su fb...c'è stata un'epidemia nel gruppo di Sara papa fan club:  il pane senza impasto che cuoce in pentola è stato il protagonista di una delle ricette collettive...un successone.
 Così dopo varie prove ho realizzato questo pane senza impasto a lievitazione mista: kefir e lievito pasta madre.
  •  poolish per 24-36 h :kefir 66, gr latte 33gr, farina 66 gr.
  •  Impasto: farina 650 gr, lm 70 gr, acqua 390 gr, sale 14 gr.
  • (la farina che ho usato è una 0 vital nature con 11% di proteine)
Non c'è molto da dire sulla preparazione di questo pane, perchè è di una facilità estrema:
 intanto prepariamo il poolish (é un preimpasto liquido a differenza della biga, ottenuto con acqua e farina, in uguale quantità, e lievito compresso; in questo caso sostituito dal kefir ) : mescoliamo gli ingredienti copriamo con pellicola e lasciamo a temperatura ambiente per minimo 24 ore sino ad un  massimo 36 ore.

 Trascorso  il tempo dovuto, uniamo il poolish  al resto degli ingredienti...io ho fatto con il metodo senza impasto; quindi in una ciotola  ho appena amalgamato gli ingredienti giusto per far assorbire alla farina tutti i liquidi mescolando per  pochi secondi....e lasciato a lievitare a temperatura ambiente  per circa 10 ore, sempre coperto da pellicola.
Riprendiamo l'impasto su tavola ben infarinata rovesciamo la massa che sarà molle e appiccicosa e diamo 2 pieghe a libro e cioè :


allarghiamo legermente l'impasto e ripieghiamo per un terzo,
poi ricopriamo con il resto,











 giriamo l'impasto e ripetiamo le pieghe.
















 Trasferiamo il" blob" su un canovaccio ben infarinato,( io a volte metto anche dei semini) facendo attenzione a mettere le pieghe sotto e lasciamo lievitare coperto per altre 2 ore  o comunque sino a raddoppio...




Ed ora viene il bello: ...riscaldiamo il forno a 230° con all'interno una pentola in ferro o altro materiale che possa andare in forno(pirex,terracotta, alluminio...) fornita di coperchio , quando il forno arriva a temperatura tiriamo fuori la pentola...attenzione sarà rovente, e praticamente rovesciamo l'impasto dentro...sarà molle e informe ma non preoccupatevi cos'ì deve essere.
Ricopriamo con coperchio e in forno per 40 min...a questo punto togliete il coperchio e continuate la cottura per altri 10 min...se vedete che il pane ha un colorito piuttosto chiaro potete toglierlo dalla pentola e continuare la cottura sulla griglia. Una volta cotto fatelo raffreddare su una griglia. Naturalmente i tempi sono variabili  e dipendono dalla forza del lm e dal vostro tipo di forno...ma provatelo perchè veramente è eccezionale : la comodità di un pane che non richiede impasto, e in più un aroma e profumo unico regalatogli dal nostro ingrediente perduto :il kefir. 



Ecco la versione del pane senza impasto usando il lievito di birra...

Pane senza impasto che cuoce in pentola (di Donatella Bartolomei)



500gr farina (tutta bianca o mista come desiderate)

350ml acqua tiepida

2,5gr lievito di birra fresco

1 cucchiaino di sale 1 pirofila con coperchio dai bordi alti

Impastate gli ingredienti giusto per amalgamarli un pò coprite e lasciate a temperatura ambiente per 20-24 ore.

Rovesciate l'impasto su tavola infarinata ,io in genere uso semola,abbondantemente e mettete la farina anche sopra all'impasto, date 2 pieghe come da video e lasciate lievitare coperto per altre 2 ore circa.

Preriscaldate il forno a 230° inserendo subito la pentola con coperchio, arrivato a temp. rovesciate l'impasto dentro la pentola e coprite, cuoce per 30 min poi togliete coperchio e continuate per altri 10 min!

N.B. Non mettete farina nella pentola non è necessario il pane non si attaccherà!

Vi metto link utili

. http://www.youtube.com/watch?v=13Ah9ES2yTU&feature=player_embedded#!

Making No-Knead Bread

http://carnia.la/2012/01/01/pane-casereccio-fotoricetta/

ci sono anche due link che vi potranno essere d'aiuto!!!!

domenica 26 agosto 2012

Un gradito premio

Devo ringraziare Paola Amidami del blog "incucinsdipaola" per aver pensato a me,sono molto orgogliosa di ricevere questo premio premio ideato da Mona del blog monalandia. Le regole per questo premio sono: citare chi ha creato il premio e linkare l'immagine con riferimento al suo blog ringraziare chi ci ha premiati premiare altri 5 bloggers e comunicarglielo Ora io lo "regalo" ad altri 5 blog, spero che sia d'augurio a tutti... ">Il blog della Daria Lievitando, Kreattiva, la spianatoia e tanto altro, con il filo di una fata matta .

giovedì 26 luglio 2012

Couronne Bordelaise (pane con lievito pasta madre)


 L'ingrediente perduto di questo post è lui: lievito pasta madre.
E' un ingrediente fondamentale nella panificazione e fortunatamente sta tornando alla ribalta, infatti girando su internet lo trovate ovunque, soprattutto nella panificazione casalinga...speriamo che presto anche i professionisti del settore tornino ad usarlo,non solo nei grandi lievitati ma anche nella panificazione quotidiana, qualcuno già lo fa.......





Couronne Bordelaise

 Appena ho visto questo pane me ne sono "innamorata"...naturalmente è di origine francese, si tratta di un pane di campagna, pensate originariamente poteva raggiungere il peso di 5 kg, ora  fanno pagnotte da 1 chilo...l'ho visto qui e dovevo assolutamente farlo....



Ma parliamo di lui...Lievito pasta madre 
non è altro che un pezzo di pasta inacidita, prendi farina e acqua crei un impasto e lo lasci  maturare all'aria per un periodo più o meno lungo, i microrganismi presenti nella farina, acqua ed aria, si riproducono e fermentano; quindi ogni lievito madre ha una sua identità legata all'ambiente in cui si trova, legato alla persona che lo cura...non ci saranno mai due lieviti uguali.




 





Un pò di storia....

La scoperta del lievito probabilmente avvenne per caso, si narra che una schiava egiziana arrabbiata con la sua padrona lasciò l'impasto appena preparato nella ciotola senza cuocerlo, il mattino successivo lo trovò aumentato di volume....sono tante le "favole" che si raccontano sulla nascita del pane..comunque sono proprio gli Egiziani i primi panificatori della storia ed i primi che costruiscono i forni...poi arrivarono ebrei, greci e romani.
Durante il periodo ellenico l'arte della panificazione compì notevoli progressi basti pensare che i greci producevano  ben 72 tipi di pane .
Ma il processo fermentativo rimase a lungo sconosciuto; dobbiamo arrivare al 1680 quando A.Van Leewenhoek scopre la cellula del lievito; e solo nel 1850 viene svelato da L.Pasteur il mistero della fermentazione: le cellule di lievito, in assenza di aria , trasformano gli zuccheri presenti nelle farine in alcol e anidride carbonica.
E con un bel salto  arriviamo agli anni '30, quando nasce l'industria del lievito di birra e il lievito madre inizia a scomparire...(notizie tratte dal libro "Panificando" di P. Giorilli).


 Ma perchè è così importante fare il pane con la pasta madre?

Nella pasta madre sono presenti oltre alle cellule di saccaromiceti (che ritroviamo nel lievito di birra) anche i batteri lattici; quindi nella lievitazione naturale avvengono due tipi di fermentazione: alcolica e lattica, ed è grazie a quest'ultima che i prodotti fatti con lievito naturale persentano particolari caratteristiche:

un profumo intenso, un sapore leggermente acidulo, una mollica più sviluppata,una migliore conservabilità, maggiore digeribilità....


Ma dopo tutti questi discorsi se non ho il lievito naturale????

Ci sono 2 modi per averlo:

Produrlo da soli :  trovere utili consigli  qui ,vi rimando al blog di una cara amica Tiziana grande appassionata di lievitati e cucina.
Oppure
 Fatevelo regalare:  qui  troverete una mappa con tutti gli "spacciatori" di pasta madre, tra i quali ci sono anch'io.
Il mio lievito naturale mi è stato regalato da un grande maestro panificatore Gianfranco Fagnola che ho avuto il piacere di conoscere e la fortuna di vedere al lavoro: un mago del pane.

 Nei successivi post, riguardanti questo meraviglioso ingrediente, vedremo come rinfrescarlo, curarlo....e soprattutto come utilizzarlo, ma eccoci finalmente alla ricetta:

Couronne bourdulaise "italianizzata"

Italianizzata perchè dovevo trovare un impasto "nostro" adatto a questa forma,  la mia scelta è ricaduta su un impasto a "pasta dura" che ho trovato sul blog "Anice e cannella" si tratta di una ricetta presa dal libro "Panificando" di Giorilli e riadattata ad esigenze casalinghe (a cui ho apportato alcune piccole modifiche)

Ingredienti:
1° impasto: da fare la sera precedente
135gr. farina 0 (usate una farina con almeno 11% di proteine, io ho usato vital nature bio)
35 gr. pasta madre rinfrescata
70 gr. di acqua

2° impasto: il mattino dopo
465gr. farina 0
265 gr. acqua
1 cucchiaino malto
12.gr sale

Procedimento:

La sera :
 sciogliere il lievito nell'acqua , aggiungere la farina e creare un impasto liscio, coprire con pellicola e lasciare a temperatura ambiente.


Il mattino dopo:
al primo impasto aggiungo acqua (in cui ho sciolto il malto) e farina alternandoli; poi metto il sale insieme all'ultima acqua; avrete un impasto duro, lavoratelo bene; con la planetataria usate il gancio,  a mano "olio di gomito", dovrete ottenere un  impasto liscio liscio.
Lasciatelo riposare coperto da pellicola per 20 min.


Prendiamo l'impasto e prepariamoci a  "cilindrare ", è una tecnica che permette di avere un  impasto omogeneo, nei laboratori professionali utilizzano dei cilindri noi useremo il mattarello: dobbiamo stendere l'impasto in forma rettangolare allo spessore di circa 1 cm,
 poi lo ripieghiamo i due lembi al centro







e ancora a metà,  ripetiamo queste pieghe per 3 volte aspettando qualche minuto tra una stesura e l'altra;


 a questo punto dividiamo l'impasto in 7 palline da circa 100-110 gr ed una da circa 200- 230 gr.
 prepariamo il "cestino", in francese banneton , io ho usato una stampo del diametro di 28 cm e una ciotola con diametro di 10 cm tutto coperto da uno strofinaccio infarinato. Importante: voi coprite anche la ciotola con lo strofinaccio io l'ho dimenticato!!!!
 Stendiamo la pallina pù grande e mettiamola sopra alla ciotola, non deve arrivare al bordo della teglia , ma lasciate almeno 2 cm tutto intorno,
 ora mettete le palline leggermente distanziate tra loro,







e con un coltellino affilato ricavate un triangolino per ogni pallina,







   ripiegate la pasta sulle palline, 
coprite con pellicola e fate lievitare sino al raddoppio,
il mio pane ha impiegato 3 ore circa.






 Appena prima di infornare "rovesciate" il pane aiutandovi con una teglia foderata con carta forno.

 Forno preriscaldato a 230° con vapore all'interno ( cioè al momento d'infornare gettate dei cubetti di ghiaccio in una teglia posta sul fondo del forno) occorreranno circa  50 min; riducete la temperatura gradatamente a 200°, ultimi 10 min cuocere con forno in fessura.(cioè mettete un cucchiaio di legno sullo sportello in modo da lasciarlo appena aperto). 



E voilà il pane è cotto



mercoledì 11 luglio 2012

Panna cotta al miele e lamponi




Questo sarà il primo post di una lunga serie che avrà come "attore" il miele, anch'esso ormai un ingrediente perduto.

 
Ho scelto il miele perchè sono ormai 15 anni che lo produco, anzi che collaboro alla sua produzione, ed ogni volta che vado in apiario (luogo dove si trovano gli alveari) imparo sempre qualcosa di nuovo, le api sono degli insetti incredibilmente unici.

 
In questo post, oltre a rivalutare il miele come ingrediente,vorrei fornirvi notizie utili che vi possano aiutare nella scelta di un buon prodotto; ma partiamo con.........


 
Storia del miele.......Il miele è presente da sempre......
 

E' stato protagonista indiscusso nella cucina del passato come correttore della sapidità,legante nelle salse grazie alla sua consistenza,come conservante, ma anche come ingrediente dolcificante e fermentante da utilizzare nella fermentazione del pane e di alcune bevande(in particolare da Greci, Romani e Celti).
Nel tardo 500 l'uso di questo ingrediente era largamente diffuso in cucina, ma non solo, era fondamentale in molte preparazioni di farmacopea, infatti il medico greco Galeno sosteneva che gli alimenti dolci fossero più nutrienti e digeribili.
Poi arrriva l'industrializzazione e con essa lo zucchero, più economico e più pratico da conservare: il miele viene sostituito dal nuovo dolcificante.

 
Ma fortunatamente stiamo rivivendo un rinascimento culinario che sta rivalutando alla grande questo prezioso ingrediente, infatti faremo una passeggiata nella cucina dei secoli passati e vedrete in quanti modi può essere utilizzato, ne sarete piacevolmente sorpresi come lo sono stata io.
 
Ma cos'è il miele..

 
E' l'unico alimento che arriva direttamente sulle nostre tavole senza bisogno di alcuna trasformazione...si può definire veramente naturale.

La sua definizione legale è questa:

 è il prodotto alimentare che le api domestiche producono dal nettare dei fiori o dalle secrezioni provenienti da parti vive della pianta o che si trovano sulle stesse(melata), che esse bottinano, trasformano, combinano con sostanze specifiche proprie e lasciano maturare nei favi dell'alveare.
E' un prodotto di origine vegetale ed animale.

 
Leggiamo l'etichetta del miele




 
Conclusioni
Acquistate miele italiano, cercate dei produttori vicini a voi;
non vi fate "abbindolare " da scritte tipo: miele puro di api, miele espettorante di eucalipto; la corretta dicitura è : miele, miele millefiori, miele di melata...

 

Ed ora la ricetta:

Panna cotta al miele e lamponi
 Ingredienti per 6 porzioni:

·  panna fresca 500 g.
·  latte intero 100 g.
·  miele millefiori 70 g.
·  gelatina in fogli 7 g.
·  1 bacca di vaniglia


Procedimento:
Scaldate il latte con il miele e 400 gr. di panna, lasciate sul fuoco il tempo necessario a far sciogliere il miele, poi aggiungete la bacca di vaniglia aperta e la gelatina precedentemente ammollata e strizzata.Versarla negli stampini, io ho usato quelli in silicone della Pavoni.

 
Crema di lamponi
  
·  Lamponi freschi 400g.
·  miele 25 g.
Scaldate i lamponi con il miele (lasciatene alcuni da parte per la decorazione) e poi frullateli e setacciate.

E per finire una chicca.... 
 

Peeling naturale

Ingredienti
1 cucchiaio di farina gialla
3 cucchiai di miele d’acacia

Preparazione:
mescolare la farina gialla da polenta e il miele, passare con gesti circolari sulle gambe.
Lavare con acqua tiepida e spalmare le gambe con olio vegetale, tipo quello di sesamo.



Tornare a sentire quel profumo, quel sapore,che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

 Con questa ricetta partercipo a: http://www.flickr.com/photos/ammodomio/6435687027/

http://ammodomio.blogspot.it/2012/06/giugno-charlotte-alla-frutta.html


giovedì 5 luglio 2012

Un premio per me...grazie Antonietta

Che dire...la mia cara amica Antonietta del blog "Pane e Panna" mi ha omaggiato di questo premio, io sono solo agli inizii e lo accetto con grande onore, ciò mi spinge a fare sempre meglio o quanto meno a provarci!!!!
Al prossimo post.....dolce dolce!!!
Donatella


Tornare a sentire quel profumo, quel sapore,che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

lunedì 2 luglio 2012

e fu così che il buon Enrico finì in padella....


Chenopodium bonus-henricus -  allgood - ans�rine Bon-Henri - bon Henri - buen Enrique - �pinard sauvage - Farinello buon-enrico - Farinello tutta-buona - fat-hen - Good King Henry - guter Heinrich - mercury - perennial goosefoot - pie de ganso - wild spinach - wilder Mehl-spinat -



Eccomi qua con la prima ricetta che ha per protagonista un ingrediente perduto; vi avevo lasciato con la foto di un'erba spontanea a cui sono particolarmente affezionata e che io conosco con il nome di olapri , ma girando su internet ho scoperto che viene chiamata in tantissimi modi diversi.

Ma cos'è? Si tratta di uno spinacio selvatico che cresce nelle zone di media e alta montagna(300-1800 m.s.l.) sulle Alpi e negli Appennini, generalmente in terreni che sono stati occupati da animali: pecore, vacche...cioè in quei terreni che sono ricchi di materiale organico.

Il suo nome scientifico, coniato da C.Linneo, è : Chenopodium bonus-Henricus , dal greco χην (leggi chen = oca) e πους-ποδός (leggi puspodòs = piede) e cioè “piante con le foglie a forma di piede d’oca”; e bonus-Henricus (buon Enrico) per onorare la memoria di Enrico IV, re di Navarra e poi di Francia (1589-1610),che era stato prottetore dei botanici e dell'agricoltura; un aneddoto racconta che Enrico nel 1600 decise di aprire i cancelli del suo parco reale alla popolazione affamata, permettendo di cibarsi di erbe selvatiche e per gratitudine il popolo gli dedicò questo spinacio selvatico dal sapore gustoso.

Comunque numerosi sono i suoi nomi e magari qualcuno di voi li conoscerà: crisolocano, colubrina, lapato untuoso, spinacio di monte, cùgolo, peruc, olaci, olapri....

Vista la sua stretta somiglianza con lo spinacio si presta ad essere cucinato in egual modo ma vi garantisco che il sapore è nettamente superiore.


 Come trovarli? Chiedete in giro sicuramente qualcuno li conosce, nascono quando inizia a sciogliersi la neve, quindi da fine marzo ai primi di maggio.
A casa mia ci sono da sempre, prima li raccoglievano i miei nonni che su questi splendidi prati portavano a pascolare le loro pecore sopravvissane, ora mio padre che tutti gli anni li va a raccogliere.





Un particolare ringraziamento va a mio cugino Roberto, che ha scattato queste splendide foto dei monti Sibillini.
Ci troviamo nel parco nazionale dei Sibillini, un posto magico a cui sono molto legata, infatti sono nata in un paesino che si trova proprio qui a 1100 m.( Casali di Ussita).
Venite a visitarlo e magari potreste raccogliere queste erbe spontanee.
E per finire vi metto una vecchia foto, che mi ritrae, qualche anno fà, intenta nella raccolta degli olapri, la piccolina sono io!!!




Ma veniamo alla ricetta:

Tartellette di frolla salata al mais con bavarese
di olapri

Vi propongo una frolla salata un pò particolare che ho creato io, è fatta con una parte di farina di mais tostata che conferisce all'impasto un sapore "rustico" a questa  ho abbinato  una bavarese di olapri (spinaci) tratta da una ricetta di Luca Montersino.


 Per la frolla ( dose per circa 20 tartellette)


  • Farina 0 190 gr.
  • farina di mais a grana grossa 80 gr.
  • fecola di patate 30 gr. 
  • burro 165 gr.
  • parmigiano grattugiato 30 gr.
  • uovo intero 1
  • tuorli n.2
  • sale 5 gr. 






Procedimento: 
In una padella antiaderente tostiamo la farina di mais, deve assumere un colore dorato, quando sentirete il profumo delle pannocchie arrosto è pronta, lasciatela raffreddare.
In una ciotola mettete il parmigiano grattugiato con i l burro a pomata e mescolate bene , poi aggiungete l'uovo intero,fatelo assorbire e unite i tuorli, infine le farine e la fecola piano piano amalgamando bene tutti gli ingredienti, poi il sale.
Se dovesse risultare un pò troppo umida aggiungere un pò di farina; avvolgetela nella pellicola e lasciatela riposare in frigo, almeno per 1 ora, ancor meglio se la fate il giorno prima.
Cottura in bianco  con  forno a 180° per 15 min.

 Per la bavarese

  • Olapri (spinaci) 120 gr. lessati
  •  burro 15 gr.
  • latte fresco intero 100 gr.
  • colla di pesce in fogli 8 gr.
  • panna semimontata 200 gr.
  • q.b. sale e pepe
Procedimento:
Saltate in padella gli olapri con il burro,salate e pepate, aggiungere il latte e portare a bollore.Frullare il tutto al mixer e aggiungere la colla precedentemente bagnata e strizzata, lasciate raffreddare. Poi aggiungete la panna semimontata e lasciate rassodare in frigo. Potete dosarla con una sac à poche direttamente nelle tartellette oppure metterla in stampini come ho fatto io, una volta rassodata assemblate il mignon.
Tartellette di frolla salata al mais con bavarese di olapri.


Tornare a sentire quel profumo, quel sapore,che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

Un saluto e al prossimo ingrediente perduto............

Donatella

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