Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.
Visualizzazione post con etichetta spinaci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spinaci. Mostra tutti i post

sabato 27 settembre 2014

La crema di verdure di stagione....un concentrarto di benessere.

Avevo già fatto un post al riguardo utilizzando i colori delle verdure  per la ricetta Acquerello, ma visto che questo piatto è praticamente  possibile farlo in ogni stagione  vi propongo nuovamente la crema di verdure cambiando gli attori.


Restano le patate vitellotte il cui viola mi ha catturato, per il giallo scegliamo una bella zucca, il verde è  degli spinaci, e per il bianco il topinambur.
Inutile parlarvi di zucca e spinaci perché sono ingredienti facili da reperire e per così dire di uso comune, mentre volevo spendere due parole per le patate vitellotte e il topinambur.

Le patate viola o vitellotte

  • Sono originarie dell'America meridionale, sono patate antiche e non geneticamente modificate.
  • Hanno una forma un po' bruttarella, la loro polpa è viola , profumata quasi di nocciola, dal sapore simile a quello della castagna.
  • In cucina si usano come le patate normali ma hanno decisamente un colore che crea un fantastico effetto nel piatto.
Proprietà:
  • sono ricche di antiossidanti, sostanze che aiutano l'organismo a prevenire l'invecchiamento.
  • I mirtilli da sempre vengono considerati una ricca fonte di antiossidanti ma la polpa delle patate vitellotte ne è una fonte ancor più economica.
Curiosità:
  • in Francia sono diffuse anche in vendita nei sacchetti come le patatine comuni, ve le immaginate?
Topinambur

Nome scientifico

 Helianthus tuberosus
 Il nome  (Helianthus) deriva dal greco  ”helios” (= sole) e ”anthos” (= fiore) perché proprio come il   girasole anche questa pianta tende a girare  il capolino verso il sole.
 Il nome specifico (tuberosus) indica una pianta perenne caratterizzata dal tubero.
  
E' una pianta  originaria della fascia meridionale degli Stati Uniti d'America...ma dai più conosciuto come:

rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme , ciapinabò in Piemonte dove lo utilizzano in numerose preparazione tra cui la bagnacauda.

Ma perché lo si chiama topinambùr ?

Secondo alcuni deriva dal portoghese tupinambor che è un'abbreviazione di patata tupinamba, secondo altri deriva dal nome di una tribù indio.

Ecco il mio raccolto, devo confessare che ho anticipato un po' madre natura, in realtà si iniziano a raccogliere i tuberi a novembre, ma ero troppo impaziente di vedere il risultato della mia semina.


Alcune curiosità le potete trovare qui:

Il topinambùr è un alimento particolarmente indicato a chi vuole perdere peso ed allo stesso tempo svolgere un' opera di pulizia nei confronti dell'intestino; il topinambur contiene l'inulina, che è una molecola nutritiva dalle eccellenti proprietà. Chi ha problemi di obesità derivanti da un appetito costante dovrebbe bere molta acqua prima di cibarsi di topinambur; infatti l'unione dell'inulina con l'acqua ha la proprietà di conferire un buon senso di sazietà che si protrae per un buon lasso di tempo.


Il topinambùr ha la proprietà di abbassare il livello di assorbimento da parte dell'intestino degli zuccheri e del colesterolo; per questo motivo è molto indicato per i diabetici che non sono così soggetti a bruschi sbalzi della glicemia dopo i pasti. Anche chi soffre di alti livelli di colesterolo può trarre benefici da queste proprietà del topinambur che ne rallenta l'assorbimento a livello dell'intestino. Visto il suo sapore gradevole, un misto di carciofo e patata, si consiglia di consumarlo crudo, in quanto in tal modo l'alimento conserva intatte tutte le sue proprietà.
Ma ora pensiamo alla ricetta

 Ingredienti per 4 persone:
  • 200 g di patate viola
  • 200 g di zucca gialla
  • 200 g di spinaci
  • 200 g di topinambur
  • 125 g di yogurt magro
  • brodo vegetale
  • olio extra vergine
  • sale 
  • facoltativo pane tostato per accompagnare
Dopo aver lavato bene le verdure , riducetele a tocchetti e cuocetele separatamente in poca acqua utilizzando il microonde.
Per il tempo di cottura vi dovrete affidare alle caratteristiche del vostro apparecchio.
La cottura al microonde per me è stata una  meravigliosa scoperta, provate a lessare ad esempio una zucchina in acqua in una normale pentola e poi la stessa quantità, tagliata a tocchetti in un contenitore nel microonde, già all'occhio vi stupirà la differenza del colore, che nel caso della cottura a microonde sarà vivace e brillante rispetto a quella cotta "tradizionalmente" e poi assaggiate... e allora?
In parole povere si crea un flusso di onde che riesce ad agitare le molecole di acqua contenute negli alimenti le quali si surriscaldano e così il cibo cuoce dal di dentro, al contrario di una classica cottura, in questo modo si dimezza il tempo di cottura e la perdita di sostanze nutritive è molto bassa , inoltre il sapore si sente di più in questo modo possiamo ridurre anche il quantitativo di sale.

Ci sono molti pareri discordanti sulla cottura al microonde ma non ci sono studi che ne dimostrino la pericolosità.

Una volta cotte tutte le verdure dobbiamo renderle cremose, o le frulliamo con un mixer oppure con un passa verdure, per renderle ancor più cremose potremmo aggiungere dello yogurt magro.

Ora si tratta solo di preparare il nostro piatto.

Dal momento che abbiamo i colori improvvisiamoci pittori e creiamo qualcosa di bello e colorato chissà forse riusciamo a rendere questo piatto appetibile anche per i bambini che sono sempre un po' restii nei confronti delle verdure.
Possiamo mettere la base chiara, quella fatta con i topinambur come sfondo e poi aiutandosi con un cucchiaino o con un  piccolo biberon da cucina creare i nostri pois.




 
E per cambiare, basta uno stecchino e voilà ecco dei delicati ricami.











Con questa ricetta ricca di sapore e di buone verdure partecipo per la categoria Special Kids al  contest Colesterolo "cattivo"? No grazie. un'interessante iniziativa nata dalla collaborazione dell'Azienda Ospedaliera Universitaria federico II e l'associazione Aifb



lunedì 9 giugno 2014

Ricetta svuotafrigo...girelle di pane carasau


Ecco qua una ricetta semplice, veloce ....ogni tanto ci vuole no!



Dopo la ricetta delle polpette di riso vi propongo un'idea per eliminare i mille incarti che spesso popolano il nostro frigorifero, veramente basta un attimo per una ricetta sfiziosa e gustosa.
Avevo visto questa preparazione sulla rivista "Sale e pepe" e non ho aspettato molto a replicarla, quello che vi serve, se non lo avete già, è il pane carasau e poi non vi resta che aprire il frigorifero.

Per 4 persone:
  • 4 "fogli" di pane carasau
  • una noce di burro 
 e poi...tutto quello che potreste avere in frigo:

Spinaci lessati
zucchine grigliate
mozzarella
salsiccia
prosciutto cotto
emmental
parmigiano ecc ecc....

Preparazione:

bagnate il pane carasau passando il suo lato ruvido sotto un getto d'acqua, mettete poi i fogli in posizione verticale in una ciotola, nel giro di alcuni minuti  diventeranno morbidi in modo da poterli facilmente arrotolare su se stessi.
Ora non vi resta che farcirli.






 un po' di verdure grigliate, zucchine....



prosciutto cotto,mozzarella e parmigiano



spinaci, cotto, mozzarella e scamorza;




salsiccia,spinaci, scamorza e scaglie parmigiano.
Arrotoliamo



Poi tagliamo a rotelline dello spessore  di 3 cm circa e disponiamo in una pirofila leggermente imburrata.


Cottura:

forno preriscaldato a 200° per circa 20 minuti o appena vedete che la superficie del pane  è dorata e croccante.

Un piatto gustoso, sempre diverso!

venerdì 6 giugno 2014

Tortelli di san Giovanni per quanti modi di fare e rifare



tortelli di san Giovanni-ingredient perduto



Di nuovo l'appuntamento virtuale con le cuochine per l'iniziativa Quanti modi di fare e rifare, questo mese siamo ospiti di Lucia che ci propone i Tortelli di san Giovanni.....
A Parma si usa, per la vigilia di S.Giovanni, mangiare i tortelli di erbetta (oppure di patate o di zucca) all' aperto, possibilmente su un prato (perchè la tradizione vuole che la rugiada della vigilia di S. Giovanni sia porta fortuna).


Ma come in ogni ricetta ognuno mette il suo.
A vederli sembrano dei ravioloni normali....ma nel ripieno nascosto c'è un ingrediente perduto al quale sono particolarmente affezionata, sto parlando degli olapri, spinaci di montagna , il buon Enrico...

 Tra l'altro è stato l'ingrediente con cui ho iniziato la mia avventura con questo blog, Tartellette di frolla salata al mais con bavarese di olapri.


Chenopodium bonus-henricus -  allgood - ans�rine Bon-Henri - bon Henri - buen Enrique - �pinard sauvage - Farinello buon-enrico - Farinello tutta-buona - fat-hen - Good King Henry - guter Heinrich - mercury - perennial goosefoot - pie de ganso - wild spinach - wilder Mehl-spinat -
Ma cos'è? 
Si tratta di uno spinacio selvatico che cresce nelle zone di media e alta montagna(300-1800 m.s.l.) sulle Alpi e negli Appennini, generalmente in terreni che sono stati occupati da animali: pecore, vacche...cioè in quei terreni che sono ricchi di materiale organico.



Il suo nome scientifico, coniato da C.Linneo, è : Chenopodium bonus-Henricus , dal greco χην (leggi chen = oca) e πους-ποδός (leggi puspodòs = piede) e cioè “piante con le foglie a forma di piede d’oca”; e bonus-Henricus (buon Enrico) per onorare la memoria di Enrico IV, re di Navarra e poi di Francia (1589-1610),che era stato prottetore dei botanici e dell'agricoltura.
Un aneddoto racconta che Enrico nel 1600 decise di aprire i cancelli del suo parco reale alla popolazione affamata, permettendo di cibarsi di erbe selvatiche e per gratitudine il popolo gli dedicò questo spinacio selvatico dal sapore gustoso.



Comunque numerosi sono i suoi nomi e magari qualcuno di voi li conoscerà: crisolocano, colubrina, lapato untuoso, spinacio di monte, cùgolo, peruc, olaci, olapri....

Vista la sua stretta somiglianza con lo spinacio si presta ad essere cucinato in egual modo ma vi garantisco che il sapore è nettamente superiore.




E grazie a mio padre che come tutti gli anni va raccoglierli su queste splendide montagne (Parco nazionale dei monti Sibillini)


Dosi per 4 persone considerando 3 tortelloni a persona

Per la pasta
Per il ripieno:
  • 250 g di ricotta di pecora
  • 100 g di olapri o spinaci lessati e ben strizzati
  • 50 g di parmigiano grattugiato 
  • un po' di burro
  • sale e pepe q.b.
Per il condimento
  • 60 g di spinaci ( olapri) lessati
  • noce burro
  • latte
  • parmigiano grattugiato
Facciamo la pasta:
mescoliamo le uova con sale e il mix di farine, e un filo d'olio, impastiamo sino ad ottenere un im pasto omogeneo e sodo, copriamo con pellicola e lasciamo riposare per circa 30 minuti.

Il ripieno:
in una padella facciamo fondere il burro e uniamo le erbe lessate tritate , lasciamole insaporire, aggiustiamo di sale e pepe.
Una volta che le erbe sono raffreddate le uniamo alla ricotta , parmigiano e regoliamo di sale.


 




Dopo il riposo dovuto stendiamo la pasta d uno spessore di circa 2 mm e con un coppapasta del diametro di 8 cm ritagliamo i nostri tortelloni, su ogni disco di pasta mettiamo un cucchiaino abbondante di ripieno, inumidiamo con un po' d'acqua i bordi e copriamo con un altro disco di pasta, facendo attenzione a far uscire tutta l'aria e poi con una forchetta sigillare bene i bordi.








Mentre aspettiamo che l'acqua di cottura della pasta raggiunga l'ebollizione prepariamo il condimento:
 trituriamo le erbe lessate, le ripassiamo in padella con un po' di burro e un goccio di latte in modo da creare una cremina, regoliamo di sale.
Cuociamo i ravioloni in acqua bollente salata, per la cottura vi dovete regolare, i miei hanno impiegato circa 12 minuti, molto dipenderà dallo spessore della pasta.

Serviamo i ravioli accompagnati dalla salsa e abbondante parmigiano grattugiato.
Qui trovate un'altra ricetta con questa splendida erba spontanea.

Con questa ricetta partecipo all'utile contest Pasta che ti passa...impastiamo la crisi Sandra e Gaia.

"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf

"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf



Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette pasticcione sul tema"E' tempo di RICOTTA"























"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf

"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf

"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf

"Questa ricetta partecipa alla raccolta di Ricette Pasticcione sul tema "E' Tempo di RICOTTA"".  - See more at: http://apprendistipasticcioni.blogspot.it/p/eventi.html#sthash.5hzu2Ozk.dpuf

domenica 6 aprile 2014

La torta pasqualina...quanti modi di fare e rifare




Torta pasqualina finger food-ingrediente perduto




Di nuovo l'appuntamento virtuale con le cuochine per l'iniziativa Quanti modi di fare e rifare, questo mese siamo ospiti di Un'arbanella di basilico che ci presenta un classico intramontabile della sua bellissima Liguria :la torta pasqualina.



 E per l'occasione ho voluto provare la farina Manitoba della linea qb Qualità Bio  del Molino Grassi

La Manitoba del molino Grassi: miscela di farina tipo 0 di grano tenero Manitoba biologico, proveniente dalla regione delle Grandi Praterie Canadesi, a cui la presenza di farina di farro spelta biologico, nato nella zona del Mar Caspio 7.000 anni fa, e della farina di segale biologica regalano un gusto particolare.
Già dall'etichetta vediamo che siamo di fronte ad una signora farina, ricca di gusto, un mix di frumento, farro e segale che conferisce all'impasto una nota rustica che ben si sposa con il ripieno di ricotta ed erbette, e per accentuare il tutto ho anche aggiunto del farro lessato.

Ingredienti per 4 persone

Per la pasta matta:
  • 250 g di farina Manitoba della linea qb Qualità Bio
  • 4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
  • 100 ml d acqua 
  • 6 g di sale fino 
Preparazione:

Intanto mettete a bollire dell'acqua in una pentola...poi vi spiegherò a cosa servirà.

Facciamo una fontana con la farina e al centro mettiamo l'olio , sale e metà dell'acqua, iniziamo ad impastare e aggiungiamo il resto dell'acqua.
Naturalmente il quantitativo dell'acqua dipenderà molto dal tipo di farina che utilizzerete.
Impastate sino ad ottenere un massa liscia ed omogenea  e avvolgete a palla; ed ora il trucchetto svelato da Carla Emilia, ligure doc, l'impasto va fatto riposare sotto una pentola calda in cui avrete fatto bollire dell'acqua, questa tecnica vi permetterà di stendere molto sottilmente la pasta che diventerà bella croccante.

Per il ripieno, che potete fare anche il giorno prima, vi potete sbizzarrire :bietoline, spinaci...tutto ciò che avete, io in questo caso ho usato:

Ingredienti per il ripieno
  • 200 g di ricotta
  • 300 g di verdure miste lessate e strizzate per me borragine, spinaci, erbe di campo
  • 100 g di farro lessato
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo intero
  • burro
  • sale e pepe
In una padella con un po di burro facciamo insaporire le erbe lessate e ben strizzate, aggiustiamo di sale e pepe e lasciamo da parte.
In una ciotola mescoliamo la ricotta, il farro lessato, l'uovo e il parmigiano, regoliamo di sale e pepe e uniamo le verdure preparate.
Ora non resta che stendere la pasta....e qui ho voluto provare un modo un po diverso di presentare la classica torta pasqualina.
Praticamente ho steso la pasta molto sottilmente, poi ritagliato dei quadrati di circa 10 cm di lato, messo al centro un cucchiaio di impasto e poi chiuso a formare un "petalo".



Disponete i petali su di una teglia rivestita con carta forno.


Cottura 190° per circa 40 minuti.




Con questa ricetta partecipo al contest di  Mulino Grassi





E questa ricetta partecipa anche al contest "In un sol boccone" ideato da Peroni e Monique e Paola






Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...