Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.

lunedì 3 aprile 2023

Ditali con i "mazzareddi" ricetta siciliana con erbe spontanee

I Ditali con fave e "mazzareddi" è una ricetta nissena tipica del periodo pasquale, associa la dolcezza delle prime fave all'amarognolo dei mazzareddi; verdure spontanee primaverili della famiglia delle brassicacee (b. nigra, b. fruticulosa) definite popolarmente senapi selvatiche. Le loro cime sono molto usate in questa zona della Sicilia, sia ripassate in padella che nelle frittate.




Ingredienti per 4 persone

  • 400 g di ditali rigati
  • 200 g di fave private della pellicina esterna
  • 4 mazzetti di mazzareddi
  • finocchio selvatico
  • aglio
  • olio extra vergine di oliva
  • sale
  • pepe o peperoncino
  • ricotta salata

Preparazione

Pulire le erbe senza eliminare i capolini delle infiorescenze ancora non aperte e lessateli in acqua bollente.

Scolateli e conservate un po' di acqua di cottura.

Mentre la pasta cuoce in una padella riscaldare l'olio con l'aglio ed il peperoncino se vi piace, aggiungere le fave, sale e se necessario  un po' di acqua di cottura delle erbe e infine unite i mazzareddi e fate insaporire il tutto.

Scolate la pasta al dente unitela al condimento in padella amalgamare il tutto, condire con ricotta salata e impiattare.

Fonte https://www.actaplantarum.org/



Continua la nostra ricerca alfabetica degli ingredienti...e credetemi più si va avanti e più diventa difficile.

Devo essere sincera la D mi ha dato filo da torcere, stavo per gettare la spugna.

Ma  poi... complice un fine settimana nella magnifica Sicilia, e la mia curiosità morbosa sulle erbe spontanee e i loro usi nella cucina, ed ecco che mi sono imbattuta nei "mazzareddi" e guarda caso vengono cucinati per lo più con un tipo di formato di pasta che inizia con la D i Ditali.

I Ditali devono il loro nome al ditale l'oggetto usato dalle sarte, questo formato assume diverse dimensioni sono diffusi in tutto il territorio ma in particolare li ritroviamo in Sicilia e Campania

Ed anche questa volta è fatta!!! 


Con questa ricetta partecipo alla spettacolare raccolta 

 ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara







mercoledì 8 marzo 2023

La C di Chayotes rellenos de Jamòn y queso, ricetta Messico





Chayotes rellenos





Continua l'avventura alla ricerca degli ingredienti

 ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara



Siamo arrivati alla C e si vola in Messico con 
Chayotes rellenos









Questa piccola zucca, ormai  fa parte da anni della mia piccola ossessione per la coltivazione delle cucurbitaceae .
La sua zona di origine è il Sudamerica, dove è conosciuta con il nome di chayote che deriva dall'azteco "chayotl" che significa "spinosa".
Anche se attualmente non è semplice reperirla sul mercato, per lo più in qualche mercatino locale semmai,  da alcune ricerche ho scoperto che nelle Marche  è presente da più di 50 anni, anche se le sue spine non hanno contribuito molto alla sua diffusione. Infatti la ritroviamo tra le specie  della sezione vegetale elencate dall'Assam , questo ente pone ha una particolare attenzione alla biodiversità agraria delle Marche con i suoi agricoltori custodi.
Fortuanatamente la zucca spinosa  sta vivendo una nuova popolarità, grazie alle sue caratteristiche di sapidità, contiene molta acqua e poche calorie e  i mille impieghi in cucina.
Non solo il frutto è commestibile, ma anche le sue foglie e addirittura le sue radici che alla fine della primavera possono essere gustate come i più famosi  asparagi.


Bollite, fritte a volte anche candite, hanno la versatilità delle cucurbitaceae ma in questo caso ho preferito andare nel loro paese di origine e scoprire come viene cucinata in Messico.

Chayotes rellenos 


Ingredienti per 4 persone

  • 4 chayote
  • 200 g di mozzarella o altro formaggio filante a piacere
  • 150 g di prosciutto cotto
  • 50 g di burro
  • qualche cucchiaio di parmigiano
  • 1 cipolla media
  • sale e pepe
Preparazione
Nel caso troviate le zucche prive di spine basta lavarle bene ed asciugarle prima di tagliarle a metà, mentre, se come nel mio caso avete a disposizione la variante spinosa, munitevi di guanti e con un coltello o pelapatate eliminate la parte esterna della zucca, tagliatele a metà e sciacquatele bene in acqua e  asciugate.
In una pentola capiente portate a bollore l'acqua leggermente salata e immergete le zucche, lasciatele cuocere sino a quando la loro polpa cederà infilzandola con la punta di un coltello. 
Scolare bene e lasciar raffreddare, una volta tiepide con l'aiuto di un cucchiaio eliminiamo il seme interno e poi scaviamo in modo da creare lo spazio per il ripieno, tenendo da parte la polpa.

In una padella  sciogliere il burro, uniamo la cipolla finemente tritata, quando si è leggermente dorata aggiungere la polpa della zucca tritata, il prosciutto ridotto a cubetti e facciamo insaporire, aggiustare di sale e pepe.

Farcire con il composto ogni "barchetta" zucca preparata, terminare con la mozzarella ridotta a dadini o grattugiata grossolanamente, una spolverata di parmigiano e inforniamo a 180° modalità ventilata per circa 30/35 min.


 

lunedì 20 febbraio 2023

B di bietola per la torta dolce di verdure co' i becchi


    Si procede con l'alfabeto degli ingredienti.


Questa volta si gioca con la lettera B ed ho scelto la bietola.





La bietola è un ortaggio presente sulle nostre tavole per lo più come contorno o in un  mix di verdure per ripieni golosi.

Nella tradizione marchigiana c'è una ricetta particolare "I furbi co' l'abbiti", si tratta di un  piatto veramente molto semplice che ancora una volta stupisce per la sua bontà e versatilità; nasce dal baratto tra i contadini e pescatori, i primi provenienti dalle campagne dell'entroterra portavano a vendere il loro raccolto e i pescatori  volentieri cedevano i furbi in cambio di verdure fresche, gli abbiti .  I polpi cuociono a lungo nel sughetto di pomodoro si sposano con la bietola per andar poi a guarnire, nella bella stagione un crostone di pane e durante l'inverno ad insaporire una fumante polenta.

Però questa volta volevo provare qualcosa di diverso, contrariamente al solito, non è stato necessario navigare per il mondo per cercare utilizzi inconsueti per l'ingrediente scelto.

E' bastato fare un giro in Toscana, per la precisione nella zona del lucchese per scoprire questa Torta di verdure dolce co' i becchi.

Come tante altre ricette della tradizione, anche questa nasce nello spirito del riciclo, del non si butta nulla, così le bietole vengono mescolate con del pane raffermo ammorbidito nel latte, ci sono poi lo zucchero, i canditi, l'uvetta  i pinoli e le spezie;  profumi tipicamente del periodo pasquale della tradizione gastronomica italiana,  in questo caso lucchese.

E poi, sempre in spirito "toscano" questa particolare decorazione fatta con i bordi della pasta frolla, "i becchi"  in altre zone detti anche "bischeri".


Quindi ecco la mia partecipazione all'iniziativa 


 ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara



 Ingredienti per la frolla per tortiera del dimetro di circa 24 cm

  • 250 g di farina debole per dolci
  • 125 g di burro
  • 125 g di zucchero
  • 50 g di uova intere ( 1 uovo)
  • scorza di limone
  • vaniglia
  • sale
Realizzare la frolla in anticipo in modo da farla riposare al fresco.
In una ciotola unire il burro morbido con lo zucchero, la scorza del limone, pizzico di sale, lavorare e una volta amalgamato il tutto aggiungere l'uovo e poi la farina setacciata. Mescolare sino al formarsi di briciole d'impasto, compattare e trasferire in frigo per almeno 30 min.

Ingredienti per il ripieno

  • 200 g di bietola lessata e ben strizzata
  • 150 zucchero
  • 100 g di pane raffermo
  • 300 ml di latte intero
  • 100 g di uvetta sultanina
  • 70 g di canditi
  • 40 g di pinoli ( io ho scelto le noci)
  • 40 g di burro
  • 1 tuorlo
  • sale
  •  5 g di spezie miste:  cannella, coriandolo, noce moscata, chiodi di garofano, zenzero
  • rhum
Mettere l'uvetta in ammollo in un poco di rhum.

In una ciotola versare il latte ed aggiungere la mollica di pane raffermo e lasciare assorbire per circa 30 min.

Nel frattempo in una padella fondere il burro e saltare la bietola e tenere da parte.

Aggiungere al latte e pane il resto degli ingredienti: uvetta ben strizzata, lo zucchero, i canditi, i pinoli, le spezie , un pizzico di sale e il tuorlo; mescolare bene il tutto e infine aggiungere la bietola ormai fredda.

Stendere la frolla ad uno spessore di circa 3 mm, ritagliare la pasta considerando che l'impasto dovrà rivestire abbondantemente i bordi della tortiera.

Riempire la tortiera con la farcia preparata  arrivando a circa la metà dello stampo e poi con la parte eccedente preparare i "becchi": si fanno dei piccoli tagli trasversali e si ripiega la pasta su se stessa formando i becchi.

Cottura

180° in forno ventilato per circa 40 min.





sabato 4 febbraio 2023

A come Anice ricetta delle Cialde quaresimali di magro

 

Ancora A come Anice verde ma questa volta si gioca in casa.

L'anice anche in questo caso caratterizza la ricetta.


Le cialde quaresimali marchigiane











Intanto andate a vedere questa iniziativa

un nuovo gioco  ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara


Continua la passione per l'Anice,  detto anche Anice verde (Pimpinella anisum) è una spezia molto presente nella cucina marchigiana e non solo.

Nelle Marche è un  ingrediente cardine a partire dal conosciutissimo Mistrà, insomma o il liquore o i semi, che poi non sono semi ma frutti, sono presenti in una moltitudine di preparazioni: solo per citarne alcune I biscotti di vino e olio, i maritozzi di mosto 


Se mi chiedessero quale è  il profumo, il sentore che ti fa pensare a casa, che ti fa ricordare un momento, una festa, sicuramente è lui, l'anice è in grado di risvegliare qualsiasi ricordo della mia memoria olfattiva.

Ho deciso di rispolverare una ricetta un pochino desueta,  ma che ha una storia decisa e importante.

Stiamo parlando delle cialde di magro, qui gli ingredienti sono semplici ma l'attrezzo è fondamentale.

Queste sfoglie sottili e croccanti si preparavano in un periodo di così detta Mezza Quaresima,  per lo più si tratta di un festeggiamento popolare, uno strappo alle regole tollerato nei confronti  dei bambini.

Mezza Quaresima, quindi a metà esatta dei quaranta giorni di astinenza, di giovedì, si raffigurava la quaresima con la figura della Vecchia rappresentata con un pupazzo adornato con dolci e leccornie, che ogni giorno veniva tagliata "segata" per una dolce merenda, in alcune zone si preparano tuttora dei biscotti decorati : la Vecchia, la sega e una scaletta.

Nel XIX secolo le clarisse del monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de' Conti,  partecipavano a questa usanza collettiva della Mezza Quaresima con la realizzazione delle cialde nell'apposita pigna, una piccola concessione   alle educande e ai giovani frati.

Ritroviamo la ricetta  dei cialdoni di magro anche nel ricettario, "Il cuoco maceratese" di Antonio Nebbia,  cotti nei ferri strumenti sempre presenti tra gli arnesi di cucina.

M.Carafoli nelle sue ricerche sull'alimentazione delle famiglie abbienti marchigiane così descrive: 

" le cialde un impasto liquido di latte, farina e uova, zucchero burro e anici, che a una cucchiaiata per volta si metteva  a cuocere tra le due valve piatte di un apposito ferro quasi rovente , simile ad una grossa tenaglia.  Sulle due branche erano incisi disegni vari."

Questi ferri o "pigne" li ritroviamo nei corredi di famiglie agiate spesso realizzati con decori come stemmi o emblemi araldici, e nei monasteri dove venivano usate anche per la preparazione delle ostie.

Ci sono i cialdoni fatti con il latte, le uova ; ma nel periodo di astinenza i cialdoni sono quelli  quaresimali profumati di anice senza latte e uova.




Ingredienti per circa 10 cialde

  • 100 gr. di farina “00”,
  • 50 gr. di zucchero,
  • 50 ml. di olio di semi,
  • 50 ml di liquore a scelta 
  • 50 ml  di acqua 
  • 1 cucchiaio colmo di semi di anice verde di Castignano presidio slow food

Procedimento:

In una ciotola versate l’olio, lo zucchero, il liquore, l’acqua, e i semi, mescolare bene sino a sciogliere tutto lo zucchero, unire poi la farina a cucchiaiate e con una frusta mescolare facendo attenzione ad eliminare eventuali grumi. Si otterrà una pastella liscia e fluida da dosare con il cucchiaio.

Nota 

Per il liquore si può optare per un mistrà ad esempio rafforzando l'anice oppure consiglio un liquore a base di agrumi che esaltano l'aroma di anice.

Cottura

Ungete, con olio o poco burro, l’interno del ferro da cialda e fatelo scaldare sulla fiamma vivace.

Quando il ferro sarà ben caldo porre un cucchiaio colmo di pastella e delicatamente premete sino a sovrapporre  le due parti. Per la cottura bisogna fare qualche prova, dipende dal ferro, dalla sua grandezza, il mio attrezzo ha una diametro di circa 12 cm e mi occorrono circa 1 min per lato di cottura.

Una volta pronte vanno delicatamente estratte, volendo si possono modellare a cono ma bisogna farlo immediatamente quando ancora sono calde e morbide perché poi, freddandosi, diventeranno croccanti e delicate.

Per la tradizione andrebbero gustate così, ma nulla vi vieta di farcirle come meglio credete, garantisco che con un ripieno di crema pasticcera e qualche amarena sciroppate sono da urlo.



Fonti

"Le feste dello spirito" T. Luccheti

"Saggio sul Marcoaldi" G. Castagnari

Fabriano Storica

"Antologia della cucina popolare " Comunità Montana Alta Valle dell'Esino


venerdì 3 febbraio 2023

Tortas de aceite per il gioco ABC un mondo di ingredienti

 

Iniziamo  con la A di Anice 

un nuovo gioco  ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara



L' Anice verde è una pianta erbacea di origine orientale, "anisos" dal greco che significa "non uguale", in riferimento alla somiglianza con la temuta cicuta, simile ma oggettivamente molto diverse.

Il suo utilizzo è noto sin dall'antichità, lo ritroviamo in numerosi trattati per le sue proprietà benefiche: digestive, per la cura del sonno, per le affezioni respiratorie; e per quelle aromatiche : utilizzato per bevande e pietanze;  chi non conosce il Mistrà, Pastis, l'Ouzu greco tanto per citarne alcuni.

La sua diffusione è stata ampia tanto  che la Pimpinella anisum ovvero l'anice verde, è  ampiamente coltivata anche in  Europa;  già nel 700'  nelle Marche si coltivava l'anice verde, in particolare nella zona del Piceno e attualmente abbiamo il  presidio slow food dell'Anice Verde di Castignano.

Ho scelto la Spagna in questo caso, curiosa di provare le   Tortas de aceite.



La torta de aceite  letteralmente "torta  all'olio" racchiude in se un mix di prodotti che danno il senso di territorialità: l'olio extra vergine di oliva e le spezie tra le quali l'anice la fa da padrone.

Sottile, croccantina e profumatissima, la troviamo citata anche nel Don Chisciotte, è una preparazione tipica della pasticceria spagnola,  non si sa molto sulle sue origini, si parla di tradizioni  arabe, ebree  e mozarabe.

La sua zona di produzione l'Andalusia, e per la precisione  la ricetta originale nasce nella regione di Aljarafe (Siviglia) dove, nei primi del 900', Inès Rosales, tramandando una ricetta antica di famiglia  inizia a produrre Tortas de aceite nel suo piccolo panificio, attualmente si fregia del sigillo di Specialità Tradizionale Garantita.

Questa ricetta spagnola riesce ad esaltare in maniera davvero fantastica l'aroma dell'anice, la tecnica di utilizzare l'olio come vettore dell'aroma ha una sua spiegazione logico/scientifica : l'anetolo è il composto aromatico che caratterizza questa spezia,  è proprio lui il responsabile del sentore erbaceo e di liquirizia dell'anice, la sua particolarità è quella di sciogliersi in olio o alcool quindi la preparazione dell' olio riscaldandolo leggermente permette all'anetolo di esprimere tutte le sue potenzialità.



Ingredienti per circa 10 Tortas

  • 250 g di farina di forza
  • 100 ml di acqua
  • 75 ml di olio extravergine di oliva
  • 25 ml di liquore all'anice 
  • 25 g di zucchero 
  • 25 g di zucchero di canna
  • 15 g di anice verde , io ho utilizzato l'Anice verde di Castignano presidio slow food
  • 10 g di sesamo
  • 8 g di lievito di birra secco oppure 20 g di lievito fresco
  • la scorza di un arancia non trattata
  • la scorza di un limone non trattato
  • cannella in polvere secondo il proprio gusto
  • pizzico di sale
Per la superficie 
  • olio extra vergine di oliva
  • zucchero 

Procedimento

Prepariamo l'olio profumato, se avete tempo è bene farlo il giorno prima così gli aromi si intensificheranno.

In una padella antiaderente riscaldiamo l'olio, facciamo attenzione a non esagerare , in genere si arriva a circa 35-40°, mettiamo l'anice, le scorze degli agrumi ( se volete eliminarle poi aggiungetele intere altrimenti si possono unire grattugiate, io ho preferito toglierle)  e togliamo dal fuoco.

Trasferiamo in una ciotola di vetro e lasciamo riposare coperto.

Per l'impasto

In una ciotola mescoliamo gli ingredienti secchi: la farina, i due tipi di zucchero, i semi di sesamo, la cannella e il lievito se avete scelto quello secco, altrimenti il fresco andrà sciolto nella dose dell'acqua, mescoliamo bene.

Uniamo alle polveri l'olio aromatizzato,(le scorze di agrumi secondo i gusti potranno essere eliminate o meno), mescoliamo con l'aiuto di un cucchiaio, uniamo l'acqua, il liquore e il sale; continuiamo a mescolare per poi finire l'impasto a mano nella ciotola.

Otterremo un impasto morbido, lavoriamolo sino a quando  le pareti  della ciotola risulteranno pulite; avvolgiamo a palla, sigilliamo con la pellicola e lasciamo a temperatura ambiente lievitare sino al raddoppio.

Per i tempi dipenderà dalla temperatura ambiente.

Una volta raddoppiato, sgonfiamo leggermente l'impasto e lo dividiamo in palline del peso di 45-50 g massimo; stendiamo con il mattarello ad uno spessore sottile.

Disponiamo le nostre tortas su di una teglia rivestita da carta forno,  pennelliamo la superficie con un po' di olio e mettiamo lo zucchero.

Cottura

Forno preriscaldato in modalità ventilata a 220° per circa 6-7 min o sino a doratura; infornare  una teglia alla volta.

Per il grado di cottura decidete in base al vostro gusto, togliendole un pò prima avremo delle tortas morbide oppure  possiamo lasciarle tostare per un biscotto più croccante. 

domenica 16 ottobre 2022

La pagnotta di san Francesco d'Assisi per il #WorldBreadDay2022

 Il 4 ottobre si festeggia probabilmente il santo più conosciuto al mondo : Francesco d'Assisi.






Raccontare Francesco non è semplice, le parole non potranno mai dare il giusto riconoscimento per quella che è stata, ed è una figura emblematica conosciuta in tutto il mondo.

E proprio in occasione di questo appuntamento così importante per me il WorldBreadDay2022 ideato da Zorra



  che voglio "raccontare" a modo mio questa figura speciale, lo voglio fare  semplicemente con una ricetta, con questo pane, o meglio, con la  pagnotta di san Francesco che ho scoperto visitando la città di Assisi.

La ricetta è tratta da questo  sito .

Semplice, senza tante complicazioni ma al tempo stesso giusta negli ingredienti e nei tempi di realizzazione, caratterizzata dalla lievitazione lunga, una dolce attesa che premia.

Ingredienti per una pagnotta:

  • 500 g di farina di buona forza W 250-280
  • 250 g di uvetta sultanina 
  • 180 ml di latte intero
  • 150 g di miele millefiori bio
  • 150 g di burro
  • 25 g di lievito di birra fresco
  • 1 uovo intero
  • la scorza grattugiata di un limone bio
Preparazione

S'inizia con il preparare un "lievitino" :

nel latte sciogliere il lievito e aggiungere 250 g di farina, mescolare brevemente sino a far assorbire al latte tutta la farina, coprire con pellicola e attendere il suo raddoppio.

I tempi potranno variare in base a temperatura ambiente ma grosso modo la massa impiegherà circa 2 ore per raddoppiare.

Nel frattempo mettere  in ammollo l'uvetta in poca acqua tiepida.

In una ciotola capiente inseriamo il lievitino, aggiungere la farina restante, il burro fuso tiepido  e mescolare bene;  poi l'uovo leggermente sbattuto, il miele e la scorza di limone.

Lavorare bene la massa e al termine unire l'uvetta ben strizzata ed asciugata, distribuirla uniformemente impastando, poi formare una "palla" e lasciar lievitare sulla teglia che andrà in forno, coperta da un canovaccio umido in un posto riparato, come ad esempio nel forno spento.

La lievitazione deve avvenire molto lentamente durante tutta la  notte, al mattino, raggiunto il suo raddoppio, incidere una croce sulla  superficie  e infornare.


Cottura

Forno preriscaldato a 180° in modalità ventilato per circa 50 minuti, verificare comunque la cottura con uno stecchino.

Sfornare e lasciar raffreddare su di una griglia.


mercoledì 16 febbraio 2022

Panino alle sarde e Provolone valpadana dop





Come rendere appetitoso il pesce anche per i palati più esigenti e farne poi un panino.

 L'Associazione Aifb  e il Consorzio Tutela Provolone Valpadana promuovono  il progetto "Choose your taste, sweet or spicy, only from Europe" volto a far conoscere la qualità dei prodotti a marchio europeo.

Protagonista è il Provolone Valpadana Dop, il più importante tra i formaggi a pasta filata, nelle sue versioni  dolce o piccante, che si fregia della Denominazione di Origine Protetta, quale valore di autenticità e legame con il territorio.

 L'abbinamento pesce azzurro  e formaggio lo troviamo soprattutto nella cucina siciliana :

 il pecorino  negli involtini di pesce spada, con le sarde nelle polpette solo per citarne alcune.

Ma questo connubio pesce e formaggio ha fatto strada anche nel cuore di grandi chef e ne cito solo alcuni : 

Cannavaciuolo : l'insalata liquida o la triglia con guazzetto di provola;

 i calamaretti farciti di Massimo Bottura; 

il risotto di Gennaro Esposito e ancora Niko Romito con il suo brodetto e ricotta.

Ho scelto il provolone dolce perché  personalmente preferisco la sua morbidezza per l'unione con l'agrodolce della preparazione.


Ingredienti per 4 persone

  • 4 panini al sesamo
  • insalata iceberg o scarola come preferite
  • pomodoro
  • 400 g di sarde fresche pulite e aperte a libro
  • 200 g di pangrattato
  • 100 g di provolone dolce dop
  • 20 g di pinoli tostati
  • 20 g di uvetta sultanina rinvenuta in un po' di marsala
  • 1 alice sott'olio
  • succo  e scorza di arancia
  • prezzemolo
  •  foglie di alloro lavate e asciugate
  • olio extra vergine di oliva
  • sale e pepe
  • aglio 

Preparazione

In una padella lasciar rosolare  leggermente in olio uno spicchio d'aglio e l'alice, aggiungere poi il pangrattato e tostare, eliminare l'aglio e lasciar raffreddare.

Preparare la farcia:

In una ciotola mescolare il pane tostato, l'uvetta strizzata , i pinoli, succo arancia e scorza,  il provolone dolce grattugiato, prezzemolo , se il composto è troppo asciutto aggiungere olio, e aggiustare di sale e pepe.

Farcire le sarde con il ripieno e coprire poi  un'altra sarda come se fosse  un "panino".

Disporre su una teglia foderata con carta forno le foglie di alloro e sopra di esse sistemare le sarde farcite.

Cottura forno caldo a 200° per 5 min.

Comporre il panino 

uno strato di insalata, qualche fetta di pomodoro, le sarde, pepe macinato e il gioco è fatto.




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