Tornare a sentire quel profumo, quel sapore, che ci riporta indietro nel tempo e che ci fa sentire a casa ovunque noi siamo.
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sabato 4 febbraio 2023

A come Anice ricetta delle Cialde quaresimali di magro

 

Ancora A come Anice verde ma questa volta si gioca in casa.

L'anice anche in questo caso caratterizza la ricetta.


Le cialde quaresimali marchigiane











Intanto andate a vedere questa iniziativa

un nuovo gioco  ABC un mondo di ingredienti 

capitanato da Eloisa di Trattoria Muvara


Continua la passione per l'Anice,  detto anche Anice verde (Pimpinella anisum) è una spezia molto presente nella cucina marchigiana e non solo.

Nelle Marche è un  ingrediente cardine a partire dal conosciutissimo Mistrà, insomma o il liquore o i semi, che poi non sono semi ma frutti, sono presenti in una moltitudine di preparazioni: solo per citarne alcune I biscotti di vino e olio, i maritozzi di mosto 


Se mi chiedessero quale è  il profumo, il sentore che ti fa pensare a casa, che ti fa ricordare un momento, una festa, sicuramente è lui, l'anice è in grado di risvegliare qualsiasi ricordo della mia memoria olfattiva.

Ho deciso di rispolverare una ricetta un pochino desueta,  ma che ha una storia decisa e importante.

Stiamo parlando delle cialde di magro, qui gli ingredienti sono semplici ma l'attrezzo è fondamentale.

Queste sfoglie sottili e croccanti si preparavano in un periodo di così detta Mezza Quaresima,  per lo più si tratta di un festeggiamento popolare, uno strappo alle regole tollerato nei confronti  dei bambini.

Mezza Quaresima, quindi a metà esatta dei quaranta giorni di astinenza, di giovedì, si raffigurava la quaresima con la figura della Vecchia rappresentata con un pupazzo adornato con dolci e leccornie, che ogni giorno veniva tagliata "segata" per una dolce merenda, in alcune zone si preparano tuttora dei biscotti decorati : la Vecchia, la sega e una scaletta.

Nel XIX secolo le clarisse del monastero di Santa Maria Maddalena di Serra de' Conti,  partecipavano a questa usanza collettiva della Mezza Quaresima con la realizzazione delle cialde nell'apposita pigna, una piccola concessione   alle educande e ai giovani frati.

Ritroviamo la ricetta  dei cialdoni di magro anche nel ricettario, "Il cuoco maceratese" di Antonio Nebbia,  cotti nei ferri strumenti sempre presenti tra gli arnesi di cucina.

M.Carafoli nelle sue ricerche sull'alimentazione delle famiglie abbienti marchigiane così descrive: 

" le cialde un impasto liquido di latte, farina e uova, zucchero burro e anici, che a una cucchiaiata per volta si metteva  a cuocere tra le due valve piatte di un apposito ferro quasi rovente , simile ad una grossa tenaglia.  Sulle due branche erano incisi disegni vari."

Questi ferri o "pigne" li ritroviamo nei corredi di famiglie agiate spesso realizzati con decori come stemmi o emblemi araldici, e nei monasteri dove venivano usate anche per la preparazione delle ostie.

Ci sono i cialdoni fatti con il latte, le uova ; ma nel periodo di astinenza i cialdoni sono quelli  quaresimali profumati di anice senza latte e uova.




Ingredienti per circa 10 cialde

  • 100 gr. di farina “00”,
  • 50 gr. di zucchero,
  • 50 ml. di olio di semi,
  • 50 ml di liquore a scelta 
  • 50 ml  di acqua 
  • 1 cucchiaio colmo di semi di anice verde di Castignano presidio slow food

Procedimento:

In una ciotola versate l’olio, lo zucchero, il liquore, l’acqua, e i semi, mescolare bene sino a sciogliere tutto lo zucchero, unire poi la farina a cucchiaiate e con una frusta mescolare facendo attenzione ad eliminare eventuali grumi. Si otterrà una pastella liscia e fluida da dosare con il cucchiaio.

Nota 

Per il liquore si può optare per un mistrà ad esempio rafforzando l'anice oppure consiglio un liquore a base di agrumi che esaltano l'aroma di anice.

Cottura

Ungete, con olio o poco burro, l’interno del ferro da cialda e fatelo scaldare sulla fiamma vivace.

Quando il ferro sarà ben caldo porre un cucchiaio colmo di pastella e delicatamente premete sino a sovrapporre  le due parti. Per la cottura bisogna fare qualche prova, dipende dal ferro, dalla sua grandezza, il mio attrezzo ha una diametro di circa 12 cm e mi occorrono circa 1 min per lato di cottura.

Una volta pronte vanno delicatamente estratte, volendo si possono modellare a cono ma bisogna farlo immediatamente quando ancora sono calde e morbide perché poi, freddandosi, diventeranno croccanti e delicate.

Per la tradizione andrebbero gustate così, ma nulla vi vieta di farcirle come meglio credete, garantisco che con un ripieno di crema pasticcera e qualche amarena sciroppate sono da urlo.



Fonti

"Le feste dello spirito" T. Luccheti

"Saggio sul Marcoaldi" G. Castagnari

Fabriano Storica

"Antologia della cucina popolare " Comunità Montana Alta Valle dell'Esino


lunedì 27 marzo 2017

Cake millerighe con glassa al cacao

Un dolcino tutto per me!!
Per il mio compleanno mi sono regalata un dolce che da tanto tempo avevo in programma di fare; questo cake millerighe visto sfogliando le pagine di un numero di Sale e Pepe mi ha subito affascinato, poi però un po' per il lavoro e impegni vari ho sempre rimandato.
Quale modo migliore per addolcire il traguardo dei miei 48 anni?


Per il cake ho seguito la ricetta della rivista, mentre per la glassa ho utilizzato una preparazione non molto usuale ma che  secondo me è fantastica.
L'ho scoperta durante il corso di pasticceria frequentato con Stefano Laghi, che per me resta il migliore pasticcere italiano.
Si tratta di una glassa all'acqua e cacao, naturalmente è presente anche la panna.


Occorrente
uno stampo quadrato 20x20
ingredienti per 10 persone

  • 265 g di burro morbido
  • 250 g di zucchero fine
  • 7 uova separate in tuorli e  albumi
  • 150 g di farina
  • 100 g di amido di mais
  • 1 cucchiaio di cacao amaro setacciato
  • latte condensato
Per la glassa al cacao

  • 240 panna fresca
  • 300 acqua
  • 360 g zucchero
  • 120 g cacao
  • 14 g colla pesce

Mescolare tutti gli ingredienti ad eccezione della colla di pesce, cuocere sino a velare il cucchiaio, e a questo punto unire la colla idratata.
Temperatura di utilizzo tra 32° 38°.

Per il cake

montiamo il burro morbido con lo zucchero sino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, uniamo i tuorli uno alla volta mescolando bene e poi la farina e l'amido ben setacciati, alla fine delicatamente gli albumi montati a neve. ( questa operazione non sarà semplice il composto è risultato molto consistente quindi cercate di unire circa la metà degli albumi e mescolare bene, poi una volta alleggerito il composto delicatamente unite il resto degli albumi montati)
Suddividete l'impasto in 2 parti uguali e unite il cacao rigorosamente setacciato ad una delle due.
Nella teglia imburrata e rivestita con carta forno versiamo un paio di cucchiai d'impasto bianco livellandolo bene e inforniamo nella parte medio bassa del forno preriscaldato con la funzione grill per circa 2, 3 minuti o comunque sino a doratura: continuiamo con uno strato del composto al cacao e di nuovo in forno e così via sino esaurimento dei composti, si dovranno ottenere 4 strati in tutto 2 bianche e 2 neri.
Lasciate raffreddare, ancor meglio se congelate, in modo da poter tagliare in maniera netta la torta in 4 parti uguali, per essere precisi aiutatevi con una squadra.
Le sezioni non saranno perfettamente uguali, io per ricostruire il dolce ho inserito al centro una striscia di dolce lunga e stretta, voi regolatevi come meglio credete considerando anche il disegno che volete ottenere.

Con il latte condensato spennellate le parti che verranno a contatto e formate un solo blocco.
Avvolgete con la pellicola e trasferite in frigo per almeno 30 minuti  in modo che si compatti.

Glassate il cake, riportando la glassa alla temperatura di utilizzo se necessario, e trasferite in frigorifero.

Prima di servire lasciate per circa 1 ora a temperatura ambiente.




giovedì 18 agosto 2016

Sciroppo di lamponi


Sciroppo di lamponi-ingrediente perduto

Il lampone un frutto pieno di sorprese...oggi il calendario del cibo italiano Aifb dedica la sua giornata allo sciroppo di lamponi e mirtilli, la nostra ambasciatrice Alessandra Gabrielli del blog Mentaesalvia ci illustra questa preparazione che forse pochi fanno in casa.
Con piacere contribuisco a questa giornata, quest'anno le mie piantine di lamponi stanno dando il meglio di sè, e dopo la confettura, i lamponi essiccati, l'aceto, i lamponi sciroppati è arrivato il momento dello sciroppo.

Ma prima di passare alla ricetta parliamo di questo meraviglioso frutto, vi va?

Ecco alcune notizie reperite in rete:

 lamponi con ape


Nome scientifico Rubus Idaeus, è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Rosaceae ed è originaria dell'Europa.


I lamponi si trovano comunemente nei boschi o nelle zone collinari ma la sua coltivazione è possibile anche negli orti tipici delle zone pianeggianti dove il clima è temperato. La pianta dei lamponi cresce fino ad un'altitudine di 2.000 metri su terreno poco calcareo e permeabile, i suoi frutti maturano di norma tra luglio ed agosto.



Il lampone è composto per l'80% da acqua, dal 10% da carboidrati, dal 5% da fibre, 1,2% da proteine, zuccheri, ceneri e, in piccolissima percentuale, ( 0,6% ) da grassi.



Discreta la presenza di minerali: magnesio, sodio, fosforo, potassio, magnesio, zinco, ferro, manganese, rame e calcio.

Buona la presenza di vitamine e nello specifico troviamo: vitamina A, vitamine B1, B2, B3, B5, B5, vitamina C, Vitamina E, K e J.



Per quanto riguarda gli zuccheri sono presenti nella percentuale dell'1,9% il destrosio, per il 2,4% il fruttosio e in piccolissima percentuale, lo 0,2%, il saccarosio.

lamponi-ingrediente perduto

Ed ora la dolce ricetta:
Sciroppo di lamponi

Ingredienti:
  • la buccia di  3 limoni
  • succo si un limone
  • 400 g. zucchero semolato
  • 100 g. zucchero di canna
  • 400 g di lamponi
  • 500 ml. di acqua
  • 1/2 bacca di vaniglia facoltativa
Procedimento:
Lavate velocemente i lamponi sotto l'acqua corrente e scolateli bene.
In una casseruola mettete l'acqua, con lo zucchero e le buccie dei limoni, facendo attenzione a non tagliare l'albedo cioè la parte bianca che è amara, e la vaniglia.
Quando lo sciroppo arriva ad ebollizione aggiungete i lamponi e lasciate cuocere a fuoco basso pe 7-10 min.
Sciroppo di lamponi-ingrediente perduto

Spegnate il fuoco e lasciate raffreddare lo sciroppo.
Una volta freddo, versate lo sciroppo attraverso un passino dalle maglie fitte e filtrate schiacciando con una forchetta i lamponi.
Trasferite lo sciroppo in una bottiglia: è subito pronto per essere gustato.
Va conservato in frigo per massimo 5-6 gg.
Se intendete conservarlo procedete alla sterilizzazione: trasferite la bottiglia in una pentola in acqua fredda, mettete sul fuoco e calcolate 30 minuti di bollitura.
In questo caso non sò dirvi per quanto tempo si conserverà perché è la prima volta che lo faccio, quindi per essere precisa dovrò aspettare.....

Lo sciroppo preparato con lamponi e zucchero, oltre ad essere un ottimo dissetante, ha anche proprietà diuretiche e rinfrescanti.
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